Usa, Trump: mi candido a diventare il presidente di tutta l'America
Usa, Trump: mi candido a diventare il presidente di tutta l'America
Il repubblicano alla Convention nazionale: con fede e devozione, accetto con orgoglio la vostra nomination a presidente degli Stati Uniti

di Redazione Roma 19/07/2024 09:07

E' durato circa un'ora e mezza il discorso di Donald Trump alla Convention nazionale dei repubblicani per l'accettazione della nomination per la corsa alla Casa Bianca. Un discorso in cui Trump ha annunciato una “vittoria incredibile" a novembre dopo cui l'ex presidente terrà fede alle sue promesse mettendo fine ai conflitti, fermando l’immigrazione e rendendo l'America di nuovo grande. “Mi candido a diventare il presidente di tutta l'America, non di metà dell'America, perché non c’è vittoria nel vincere per metà dell’America", ha detto nel suo discorso: "Stasera, con fede e devozione, accetto con orgoglio la vostra nomination a presidente degli Stati Uniti. Sono davanti a voi questa sera con un messaggio di fiducia, forza e speranza. Tra quattro mesi avremo una vittoria incredibile e daremo inizio ai quattro anni più grandiosi nella storia del nostro Paese".

"Sono qui per grazia di Dio"

All'inizio del discorso Trump ha anche ripercorso il tentato omicidio: "Sono qui solo per grazia di Dio onnipotente. Non dovrei essere qui stasera", ha detto per poi esaminare i dettagli del tentato omicidio: "La cosa sorprendente è che prima dello sparo, se non avessi mosso la testa in quell’ultimo istante, il proiettile dell`assassino avrebbe perfettamente centrato il bersaglio e io stasera non sarei qui. Non staremmo insieme”. “Il sangue scorreva ovunque eppure, in un certo senso, mi sentivo al sicuro, perché avevo Dio al mio fianco", ha detto alla folla dei suoi sostenitori e poi ha osservato un minuto di silenzio per Corey Comperatore, un pompiere di 50 anni ucciso da uno dei proiettili sparati contro di lui. Donald Trump ha poi baciato l'elmetto dell'uniforme della vittima presente sul palco.

“Metterò fine a ogni singola crisi internazionale"

L’ex presidente ha poi accusato Joe Biden, sempre più in difficoltà con la sua nomination, su inflazione e politica estera, nominandolo una sola volta. Parlando delle guerre nel mondo ha poi detto: "Mi basta una telefonata per fermare una guerra" e “metterò fine a ogni singola crisi internazionale creata dall’attuale amministrazione, inclusa l'orribile guerra con Russia e Ucraina". "Sotto la nostra guida, gli Stati Uniti saranno nuovamente rispettati. Nessuna nazione metterà in dubbio il nostro potere, nessun nemico dubiterà della nostra potenza. Inostri confini saranno totalmente sicuri. La nostra economia decollerà. Ripristineremo la legge e l'ordine nelle nostre strade, il patriottismo nelle nostre scuole e, cosa più importante, ripristineremo la pace, la stabilità e l’armonia in tutto il mondo", ha detto Trump. “I nostri oppositori hanno ereditato un mondo in pace e lo hanno trasformato in un pianeta di guerra", ha attaccato Trump facendo riferimento al ritiro "caotico" dall’Afghanistan. "Imbaldanzita da quel disastro, la Russia ha invaso l’Ucraina. Israele ha subito il peggior attacco della sua storia. Ora la Cina sta circondando Taiwan".

Migranti, la promessa della più grande operazione di deportazione nella storia degli Usa

Il candidato repubblicano alle presidenziali Usa, poi, è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia e ha promesso "la più grande operazione di deportazione nella storia del nostro Paese", "anche più grande di quelle del presidente Dwight Eisenhower di molti anni fa. Sapete, era un moderato ma credeva fortemente nei confini. Ha condotto la più grande operazione di deportazione che abbiamo mai avuto”. Poco prima, sempre in tema di migrazione e di aumento della criminalità, aveva dichiarato che nei paesi centroamericani come El Salvador la criminalità si riduce perché "mandano i loro assassini negli Stati Uniti d’America”. “Al centro della piattaforma repubblicana c’è il nostro impegno a porre fine a questo incubo al confine e ripristinare completamente i confini sacri e sovrani degli Stati Uniti d’America. Lo faremo il primo giorno. Ciò significa due cose fin dal primo giorno: trivellare, e chiudere i nostri confini", ha detto Trump riferendosi all'aumento dei lavori per la produzione di petrolio.

Trump ha anche fatto un accenno al Medio Oriente e ha minacciato coloro che detengono ostaggi americani: pagheranno "un prezzo molto alto" se non verranno rilasciati. "Al mondo intero, dico questo: vogliamo i nostri ostaggi, ed è meglio che tornino prima che io assuma l'incarico, altrimenti pagherete un prezzo molto alto", ha dichiarato senza specificare a quali ostaggi si riferisse. Ci sono più di 60 americani tenuti in ostaggio o detenuti ingiustamente in tutto il mondo, compresi otto americani in mano ad Hamas a Gaza. “Stasera con la vostra collaborazione, con il vostro sostegno chiedo umilmente il vostro voto", ha dichiarato chiudendo il suo discorso: "Rendere di nuovo grande il nostro Paese. Ogni giorno mi impegnerò per onorare la fiducia che avete riposto in me e non vi deluderò mai e poi mai. Prometto che non vi deluderò mai. Per tutti gli uomini e le donne dimenticati che sono stati trascurati, abbandonati e lasciati indietro, voi non sarete più dimenticati. Andremo avanti e insieme vinceremo, vinceremo, vinceremo", ha aggiunto.