Ufficio del processo: ecco chi fa che cosa

di di Dario Ferrara 28/07/2022 07:23

Ufficio del processo: ecco chi fa che cosa

Ufficio del processo con nuovi assetti. Si completa il processo per istituire lo staff del magistrato che aiuta a ridurre i tempi nei giudizi civili penali, dai tribunali alla Cassazione. Va in Consiglio dei ministri, dopo la riunione preparatoria di ieri, lo schema di decreto attuativo delle leggi delega che hanno riformato i processi, insieme agli altri provvedimenti attuativi in materia di giustizia.

L'antidoto alle cause-lumaca è rappresentato dalle forze fresche, il personale in grado di utilizzare in modo più efficace la tecnologia e assicurare l'adozione di modelli organizzativi più efficienti. Indicare gli obiettivi da raggiungere, in base alle criticità esistenti, spetta al capo dell'ufficio, che può farsi aiutare da magistrati che sceglie in prima persona.

Accanto ai giovani appena assunti nelle strutture giudiziarie di tutta Italia, entrano nell'ufficio del processo e nell'ufficio spoglio anche magistrati onorari, cancellieri, tirocinanti, laureati in formazione professionale. Il personale ha accesso ai fascicoli, partecipa alle udienze (salvo stop del giudice) e alle camere di consiglio, oltre che alle riunioni con i presidenti di sezione.

Stringenti per tutti gli obblighi di riservatezza. È «una giustizia in cui il giudice non è più da solo, ma è supportato da una squadra di assistenti. È un cambio di paradigma», ha commentato la guardasigilli Marta Cartabia: la struttura al servizio del giudice costiuisce l'investimento finanziario di gran lunga più importante previsto dal Pnrr per la giustizia, che dal piano nazionale di ripresa e resilienza ha ottenuto 2,8 miliardi di euro.

Assistenza totale

È a tutto tondo l'aiuto fornito al magistrato, sia nel civile sia nel penale: dallo studio del fascicolo alle schede riassuntive, fino alla preparazione di udienze e camere di consiglio, dopo aver verificato se ci sono i presupposti per mediare la lite. Previste pure ricerche di giurisprudenza e dottrina, perfino la redazione di bozze di provvedimenti. Lo staff svolge una funzione di raccordo fra giudice e pm da una parte e uffici amministrativi dall'altra, aiutandoli a usare il computer e gli altri strumenti informatici; raccoglie, cataloga e archivia i provvedimenti dell'ufficio, il che contribuisce alla formazione della giurisprudenza, e partecipa all'analisi dei flussi statistici per monitorare il lavoro dell'ufficio. È in prima fila nei progetti per aumentare la produttività degli uffici e abbattere l'arretrato, specialmente nel civile. Nel penale verifica i procedimenti più vecchi, per evitare la prescrizione che incombe, e controlla notifiche e comunicazioni alle parti private.

In Cassazione lo staff del civile può supportare le cause che prevedono la formulazione di un principio di diritto in materia tributaria in base alla nuova norma che si punta a introdurre nel codice di procedura civile nell'ambito della riforma delle cause fra contribuente e fisco. E altrettanto vale nel filtro dei ricorsi che si mostrano a prima vista inammissibili. La scheda del ricorso va compilata sintetizzando i motivi e indicando l'esistenza di precedenti specifici, anche individuando tematiche seriali. Idem vale nel penale nella fase preliminare dello spoglio dei ricorsi. Il supporto è previsto anche presso la Procura generale della Suprema corte. I giovani daranno una mano anche nell'organizzare la tradizionale cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

Conciliazione e riparazione

Non può mancare l'ufficio del processo nel tribunale della famiglia, un'innovazione attesa da anni nella Giustizia: ne faranno parte anche i giudici onorari di pace. E i magistrati non togati esperti possono svolgere compiti di conciliazione e di mediazione familiare, aiutando i togati nell'ascolto dei minori. Nel penale i giudici onorari esperti possono verificare i percorsi di messa alla prova e di giustizia riparativa e svolgere attività di raccordo con il servizio sociale ministeriale. E nell'esecuzione penale verificano gli interventi rieducativi su delega del magistrato di sorveglianza.

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