Riscaldamento globale? E’ solo una congettura

di di Alessandra Ricciardi 08/10/2019 07:38

Riscaldamento globale?  E’ solo una congettura

Sul clima la politica decide in base a congetture, equivoci, fatti non dimostrati scientificamente, «i cambiamenti climatici esistono da quando esiste la Terra, l'uomo neppure c'era». Franco Prodi, climatologo, ex direttore dell'istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr, da decenni combatte contro il conformismo sul riscaldamento globale. L'anidride carbonica? «Di per sé non è un agente inquinante». I giovani e i governi emulano Greta e fanno la battaglia per il clima? «Non è il numero di aderenti a una manifestazione a trasformare una congettura in una teoria scientifica. Finora non c'è una sola ricerca che dimostri la connessione tra attività antropiche e riscaldamento del globo».

Domanda. Professore, il governo sta lavorando a un decreto legge per contrastare il riscaldamento globale, con misure ad hoc per la riduzione delle emissioni di Co2 .Come commenta questa ripresa di interesse verso il clima e l'ambiente in genere?

Risposta. Tutti fanno bene a difendere l'ambiente. Ma occorre uscire dall'equivoco che vuole che ridurre le emissioni di Co2 serva a risolvere il problema del riscaldamento. Non è così. Si difenda piuttosto l'ambiente riducendo l'inquinamento del terreno, del mare, dell'aria...

D. Perché è un equivoco pensare di ridurre quantitativamente il cambiamento climatico abbassando le emissioni di anidride carbonica?

R. Non esiste nessuna ricerca che dimostri la connessione tra l'attività dell'uomo, la produzione di Co2, che di per sé non un agente inquinate ma anzi fondamentale per la vita stessa, e i cambiamenti climatici e dunque il riscaldamento del globo. Le previsioni allarmistiche lanciate da alcuni istituti non sono supportate da dimostrazioni scientifiche. Il clima cambia da quando esiste la terra, neppure c'era l'uomo .

D. Perché cambia?

R. Il clima non può non cambiare, perché è determinato dalla distanza da una stella, il Sole, che ha la sua variabilità. E da un pianeta, la Terra, che ha una distanza che varia, ed è circondato da un involucro molto complicato.

D. È dunque un errore tentare di ridurre le emissioni di anidride carbonica?

R. Io sono uno scienziato e ragiono in base ai fatti. Anche i vulcani e la crosta terreste emettono gas serra, ma non sono considerati nei parametri di valutazione del cambiamento climatico di alcuni istituti che fanno previsioni allarmistiche di quello che sarà la terra da qui a 10 o 50 anni.

D. L'Ipcc, il gruppo intergovernativo dell'Onu che indaga sui cambiamenti climatici, dice cose diverse.

R. Utilizza parametri discutibili, prospetta scenari non attendibili. Contro la congettura del riscaldamento globale dovuto a fattori umani sono state promosse varie petizioni di scienziati di fama mondiale. Le nubi non sono ben paramentrate nei modelli adottati di studio eppure sono al centro del sistema climatico.

D. Tra i punti del manifesto dei ragazzi del Global Climate Strike c'è l'obiettivo di contenere l'aumento medio della temperatura entro 1,5 gradi. Obiettivo fattibile?

R. Questo obiettivo presuppone che l'umanità possa disporre del cambiamento climatico! Invece oggi non possiamo quantificare l'effetto delle nostre azioni sul clima. Se tra 50 anni l'aumento della temperatura sarà contenuto entro un grado e mezzo allora si dirà che le nostre azioni avranno avuto effetto. Ma sarà del tutto casuale.

D. Greta Thunberg, la giovane studentessa svedese che ha lanciato il primo sciopero mondiale per il clima, ha messo in piedi un movimento internazionale contro le emissioni di anidride carbonica. Che pensa di milioni di giovani che scioperano per il clima?

R. I giovani fanno bene ad andare in piazza. Ma bisogna vedere per quali motivi. Non basta il numero di aderenti a una manifestazione a trasformare quella che è solo una congettura sul clima in una teoria scientifica.

D. Lei è etichettato da molti ambientalisti come un negazionista.

R. Io sono uno scienziato, non mi interessano le tifoserie da stadio. Che vuole dire essere negazionista o catastrofista? Solo la scienza può supportare decisioni politiche importanti per gli effetti che produrranno. Altrimenti si decide su luoghi comuni.

D. E quindi?

R. Oggi le conoscenze scientifiche sul sistema clima non sono in grado di consentirci di fare quelle previsioni che ci vengono da taluni proposte come tali ma che in realtà sono solo degli scenari. Quando diciamo che alla fine del secolo la temperatura globale del pianeta a due metri dal suolo aumenterà tra 1,5 e 7- 8 gradi vuol dire che non possiamo prevedere nulla. È un range troppo ampio.

D. Lei sta dicendo che sul clima siamo impotenti?

R. Dico che la ricerca scientifica deve ancora indagare e quantificare l'effetto antropico sul riscaldamento, effetto che c'è senz'altro ma che deve però essere inquadrato in un'evoluzione naturale.

D. Su cosa invece si può intervenire già oggi a tutela dell'ambiente?

R. Lo dicevo prima, si può intervenire sul deterioramento ambientale, di cui si conoscono le cause. Riducendo i metalli pesanti negli oceani, nei terreni, migliorando la qualità dell'aria. In tal senso è importante rilanciare gli accordi internazionali per tenere sotto controllo i combustibili fossili, ripensare i modelli di produzione. Su questo si può fare molto.

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