Per Confcommercio l'Italia "riaprirà" solo a ottobre e il danno sarà di 52 miliardi

26/03/2020 09:27

Per Confcommercio l'Italia "riaprirà" solo a ottobre e il danno sarà di 52 miliardi

A causa dell'emergenza Coronavirus andranno in fumo oltre 50 miliardi di euro e il Pil subirà un calo del 3%. E' quanto prevede l'Ufficio Studi Confcommercio ipotizzando una "riapertura" del Paese a inizio ottobre.
"Con il protrarsi delle chiusure delle attività produttive e di quelle del terziario, come il commercio, il turismo, i servizi, i trasporti e le professioni, e con la prospettiva che questa situazione si prolunghi nel tempo, la situazione economica e il calo dei consumi sono destinati a peggiorare. E, nella difficoltà di prevedere a breve il ritorno a una situazione normale", rischia di saltare la previsione più ottimistica che era quella della "riapertura" dell'Italia a giugno che avrebbe comportato, per il 2020, la perdita di 1 punto di Pil e 18 miliardi di consumi".
Secondo Confcommercio, si fa quindi più realistica l'ipotesi della riapertura del Paese solo all'inizio di ottobre, con una riduzione dei consumi di oltre 52 miliardi e un calo del Pil di circa il 3%, stime che incorporano anche gli aiuti stanziati con l'ultimo decreto.
In quest'ultima ipotesi - prosegue la nota - i settori che saranno più colpiti sono: alberghi e ristorazione (-23,4 mld di consumi nel 2020), trasporti e acquisto autoveicoli (-16,5 mld), cultura e tempo libero (-8,2 mld), abbigliamento (-6,6 mld).
"E' evidente - conclude l'Ufficio Studi - che tutte le misure annunciate dalla Bce per evitare che dal settore reale la crisi migri a quello finanziario, così come i diversi interventi progettati a livello internazionale per assicurare un movimento ordinato del rendimento dei titoli sovrani dei diversi Paesi, non potranno evitare la recessione, ma ne mitigheranno l'impatto favorendo le condizioni di ripresa una volta superata l'emergenza sanitaria".

L`emergenza Coronavirus rischia di determinare un crollo generalizzato dei consumi pari a quasi meno 2000 euro a famiglia, con danni inimmaginabili per l`economia nazionale. Lo afferma il Codacons, che condivide il grido d`allarme lanciato da Confcommercio. Allo stato attuale le restrizioni imposte a commercio, servizi, produzione, ristorazione, turismo e trasporti rischiano di determinare nel 2020 una contrazione della spesa pari -1.994 euro a famiglia, con un crollo dei consumi che potrebbe raggiungere quota -6% su anno - spiega il Codacons - La contrazione degli acquisti sarebbe pari a -862 euro a cittadino residente, e coinvolgerebbe in particolar modo i servizi come turismo, trasporti, cultura e ristorazione, settori per i quali il giro d`affari può ridursi fino a un quinto (-20%); al contrario comparti come alimentari e sanità registreranno a fine 2020 una sostanziale crescita della spesa. "Ci attendiamo dal governo misure concrete ed efficaci in grado di coprire i danni prodotti dall`emergenza coronavirus perché, senza un adeguato intervento da parte dello Stato, migliaia di attività andranno incontro alla chiusura, con effetti devastanti su Pil e occupazione e il rischio collasso per l`intera economia nazionale", afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.