Pensioni, oggi governo e sindacati studiano le modifiche a quota 100

di redazione Roma 16/09/2020 08:08

Pensioni, oggi governo e sindacati studiano le modifiche a quota 100

Un incontro tra governo e sindacati, domani alle 17, per valutare le modifiche da apportare al sistema previdenziale in vista della scadenza di quota 100, provvedimento che non sarà riproposto al termine del periodo sperimentale. Al vertice, a palazzo Chigi, oltre al premier Giuseppe Conte e al ministro dell'economia, Roberto Gualtieri, parteciperanno il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e i rappresentanti dei lavoratori. L'idea dell'esecutivo è quella di sostituire quota 100, che ricordiamo prevede il pensionamento qualora il lavoratore sia giunto a 100 tra contributi versati ed età anagrafica, con quota 102. In sostanza si tratterebbe di una nuova finestra di uscita che prevede 64 anni di età anagrafica e 38 di contributi versati, con una piccola riduzione dell'importo dell'assegno mensile in relazione al minor ammontare di contributi versati. Altra soluzione, quora 41, cioè l'uscita dal lavoro senza riferimento all'età anagrafica ma con almeno 41 anni di contributi versati. Ipotesi, questa, gradita ai sindacati.

Sul vertice di domani, Domenico Proietti, segretario confederale dell Uil, ha idee piuttosto nette: "Dall'esecutivo ci aspettiamo risposte chiare. Negli incontri precedenti abbiamo illustrato al governo tutte le nostre proposte per continuare a cambiare la Legge Fornero sulle pensioni. In particolare, sulla proroga dell'ampliamento della platea delle categorie dell'Ape sociale, con attenzione agli effetti sull'occupazione generati dalla crisi; sulla proroga di opzione donna; sul completamento della salvaguardia degli esodati; sul rafforzamento della quattordicesima per le pensioni e sul riaccendere i riflettori per promuovere le adesioni ai fondi pensione. Occorre, poi, affrontare il tema di una flessibilità più diffusa intorno ai 62 anni che potrà essere utile a gestire la fase di ristrutturazione produttiva post Coronavirus; valorizzare ai fini previdenziali il lavoro di cura e la maternità delle donne; tutelare le future pensioni dei giovani e migliorare il meccanismo della rivalutazione per le pensioni in essere".