Pelosi a Taiwan, gli Usa mobilitano le forze armate. Taipei allestisce i bunker antiaerei

02/08/2022 09:55

Pelosi a Taiwan, gli Usa mobilitano le forze armate. Taipei allestisce i bunker antiaerei

Stato di massima allerta a Taiwan per la visita della presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, che incontrerà i funzionari del governo dell'isola. Le persone che Pelosi ha in programma di incontrare a Taiwan sono state informate circa il suo imminente arrivo, ha detto una persona a conoscenza della questione, anche se alcuni dettagli rimangono ancora da definire. Alcuni incontri sono previsti già questa sera, ma quelli clou saranno domani, ha aggiunto la fonte, dicendo che includono funzionari del governo taiwanese. "Sta sicuramente arrivando. L'unica variabile è se trascorrerà la notte a Taipei", ha sottolineato. Pelosi sarà la prima speaker della Camera statunitense a visitare Taiwan da 25 anni a questa parte.

La portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying, ha detto che "e difficile immaginare qualcosa di più sconsiderato e provocatorio di questo comportamento degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan", spiegando che Pechino accusa gli Stati Uniti di collaborare con "forze separatiste" a Taiwan: "Qualsiasi contromisura che la Cina potrebbe adottare sarebbe giustificata", ha aggiunto. Secondo la Cina, il mondo è testimone delle provocazioni Usa e Washington deve assumersi la responsabilità della sua mentalità egemonica. In particolare, ha sottolineato Hua, la parte statunitense "si assumerà la responsabilità" e "pagherà il prezzo" per avere minato la sovranità e gli interessi della Cina. Se Pelosi seguirà la "strada sbagliata", ha insistito, la Cina
adotterà "misure forti e risolute" per salvaguardare la propria sovranità.

La tensione è dunque altissima. Gli Stati Uniti hanno avvertito la Cina di non rispondere con provocazioni militari. Anche se funzionari dell'amministrazione Usa hanno cercato di rassicurare Pechino sul fatto che l'eventuale arrivo a Taipei di Pelosi non rappresenterebbe alcun cambiamento della politica di Washington nei confronti del territorio, la Casa Bianca ha affermato di essere preoccupata dal fatto che la Cina possa lanciare missili nello Stretto di Taiwan, inviare aerei da guerra nella zona di difesa aerea di Taiwan o organizzare attività navali o aeree su larga scala che attraversano linee tradizionali. E in vista di un'ipotetica attività militare cinese, Washington sta già prendendo le sue contromisure. Dopo avere in ogni modo cercato di persuadere Pelosi a non recarsi a Taipei, ha dovuto approntare un dispositivo di protezione della presidente della Camera. Per terra, sono stati disposti più piani per la difesa degli spazi - hotel, percorsi stradali, uffici adibiti ad incontri con autorità - ed eventuali vie di fuga, in evidente accordo con le autorità locali. Per mare e per aria, il Pentagono ha invece disposto un ricollocamento delle unità già dispiegate nella regione. Le risorse navali americane nella regione includono la portaerei USS Ronald Reagan, che è tornata nel Mar Cinese Meridionale dopo aver fatto scalo a Singapore la scorsa settimana, la nave d'assalto anfibia USS Tripoli, che si trova vicino a Okinawa, e la nave d'assalto anfibia USS America, a Sasebo, in Giappone. Nel Pacifico, la portaerei USS Abraham Lincoln, la Landing Helicopter Dock USS Essex e altre 36 navi da guerra, assieme a tre sottomarini, sono alle Hawaii per partecipare all'Esercitazione Rim of the Pacific (RIMPAC), che si concluderà giovedì. D'altra parte, anche la Cina sta intensificando l'attività militare intorno a Taiwan. Diversi caccia cinesi hanno volato questa mattina nei pressi della linea mediana che divide lo Stretto di Taiwan, a ricordare a Taipei che l'aviazione di Pechino potrebbe raggiungere l'isola in pochi minuti. Inoltre, le unità militari del Southern Theatre Command dell'Esercito popolare di liberazione cinese, che è responsabile del Mar Cinese Meridionale e di alcune missioni legate a Taiwan, sono entrate in stato di massima allerta. Taiwan, che si è detta pronta e determinata a difendersi in caso di attacco cinese, sta invece preparando i suoi rifugi antiaerei. Secondo quanto riferito oggi dall'agenzia Reuters, non si tratterebbe di bunker appositamente costruiti ma di spazi sotterranei come parcheggi, il sistema della metropolitana e centri commerciali sotto il livello del suolo. La capitale Taipei ha più di 4.600 di questi rifugi che possono ospitare circa 12 milioni di persone, più di quattro volte la sua popolazione.