Paradisi fiscali, lista Ue sempre più sottile

di di Giorgia Pacione Di Bello 08/10/2019 07:27

Paradisi fiscali, lista Ue sempre più sottile

Emirati Arabi Uniti e Isole Marshall fuori dalla lista nera dei paradisi fiscali dell'Unione europea. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi nella riunione dell'Ecofin che si terrà il 10 ottobre 2019 si deciderà l'uscita da qualsiasi lista degli Emirati Arabi Uniti, dato che il 30 aprile scorso hanno accolto le osservazioni dell'Ue rendendo compliant il loro regime fiscale. Nel documento del Codice di Condotta dell'Ue si legge infatti come «gli Emirati Arabi Uniti hanno pienamente attuato il proprio impegno ai sensi del criterio 2.2 e dunque può essere rimosso dall'allegato I». La giurisdizione esce dunque di diritto da qualsiasi lista dei paradisi fiscali dell'Ue. Stessa sorte non è toccata per le Isole Marshall. Queste verranno tolte dalla lista nera, ma saranno inserite in quella grigia dei paradisi fiscali dell'Ue per due motivi. Il primo perché il Gruppo del codice di condotta vuole aspettare il verdetto fiscale da parte del Forum globale e in secondo luogo perché le Isole Marshall hanno ancora lacune nello scambio di informazioni fiscali su richiesta. Ma le novità non finisco qua perché sempre nell'Ecofin del 10 ottobre ci saranno anche altri paesi che usciranno definitivamente dalle liste fiscali dell'Ue. Si tratta dunque della Svizzera, Mauritius, Albania, Costa Rica e Serbia. La Confederazione elvetica scalpitava ormai da mesi per essere tolta dalla lista grigia dei paradisi fiscali, dato che aveva approvato (ottobre 2018) la riforma fiscale. Il motivo per cui non è stata rimossa prima è la data di entrata in vigore: maggio 2019. Il Gruppo del codice di condotta ha infatti dovuto assicurarsi che la Svizzera passasse dalle parole ai fatti. E così è stato. Per Mauritius il de-listing è conseguente all'adozione di regolamenti (25 luglio 2019) che hanno modificato i regimi fiscali considerati dannosi dall'Ue; Costa Rica adottando le modifiche fiscali (19-20 giugno 2019) ha fatto modificare la sua posizione. Infine la Serbia introducendo novità il 13 settembre e aderendo ai Beps dell'Ocse si è guadagnato il pass per l'uscita. Ci sono però anche altri paesi che hanno fatto passi in avanti, iniziando a migliorare i loro regimi fiscali considerati dannosi per il Gruppo del codice di condotta. La Namibia ha siglato i Beps, ma deve lavorare anche su altri pilastri fiscali. Il Marocco ha siglato la convenzione per la mutua assistenza amministrativa dell'Ocse ma rimangono in essere misure fiscali dannose che si è impegnato di rimuovere entro fine 2020. E infine anche la Bosnia-Erzegovina ha fatto passi avanti siglando il Beps ma non ha ancora siglato convenzioni per lo scambio di informazioni fiscali con tutti i paesi membri dell'Ue.

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