Oggi il dl aiuti al Cdm, provvedimento che vale 14,5 miliardi

04/08/2022 11:03

Oggi il dl aiuti al Cdm, provvedimento che vale 14,5 miliardi

Dall governo a lavoro solo per gli affari correnti sta per arrivare un provvedimento della portata di 14,5 miliardi. Dovrebbe essere alle 15, infatti, il Consiglio dei ministri che si occuperá di licenziare il decreto aiuti bis. Molti gli interventi all'interno del provvedimento: dalla rivalutazione del 2,2% dei trattamenti pensionistici a partire da ottobre, all'incremento netto in busta paga per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35 mila euro l'anno per i mesi che vanno da luglio a dicembre fino alla conferma delle misure contro il caro energia. Il provvedimento vale complessivamente quasi 14,5 miliardi, che vengono ricavati dalle maggiori entrate affluite in questi mesi nelle casse dello Stato. Nel dettaglio, è la rivalutazione delle pensioni a strappare almeno per ora i fondi piú consistenti: l'anticipo a ottobre dell'indicizzazione al 2% costerebbe fino a 2,38 miliardi al lordo delle maggiori entrate fiscali prodotte dagli aumenti (articolo a fianco); al nuovo taglio del cuneo contributivo, che aggiunge una sforbiciata dell'1% per i redditi fino a 35 mila euro che quindi porta all'1,8% lo sconto sulle buste paga del secondo semestre dell'anno, andrebbero invece 786 milioni quest' anno e 831 per il prossimo. All'estensione del bonus da 200 euro andrebbero invece solo 38 milioni, per attribuirlo ai lavoratori esclusi finora (stagionali, cassintegrati a zero ore e collaboratori sportivi). Sul tavolo c'è poi un rifinanziamento per portare da 500 a 600 milioni il fondo per il bonus anti-inflazione dei lavoratori autonomi, ancora in attesa del Dm attuativo. Una parte consistente delle risorse (5 miliardi secondo quanto riferito dai sindacati) sarebbe destinato alla proroga e al rafforzamento degli interventi che puntano a ridurre l'impatto dei prezzi energetici sulle bollette. In sostanza, il menu prevede di estendere anche agli ultimi mesi dell'anno lo stop agli oneri di sistema, con un costo vicino ai 3 miliardi di euro, e il bonus sociale e l'Iva al 5% sul gas, che portano il conto verso 5 miliardi. Ma non ci sono solo soldi. Nella bozza entra anche lo stop alle modifiche unilaterali dei contratti dei fornitori di energia, frequenti in questa fase di prezzi al rialzo, e si affaccia anche una nuova norma sulla rateizzazione delle bollette, che deve però ancora trovare una formulazione compiuta. Ci sono poi da rilanciare, con circa 3 miliardi, i crediti d'imposta introdotti nei precedenti decreti sull'energia e terminati nei mesi o nelle settimane scorse. La lista dei tagli fiscali per i carburanti riguarda tutti per la parte del taglio delle accise su benzina e gasolio. L'estensione dovrebbe essere di un solo mese, al 20 settembre, con un costo da 900 milioni: poi si potrà intervenire con decreto ministeriale. La bozza, in attesa del filtro
finale al Mef, contiene una serie di rifinanziamenti. Viene rinforzato il bonus trasporti (101 milioni in piú), il bonus psicologo (da quantificare), ma anche poste piú ricche come l'ipotesi di 1,2 miliardi per i contratti di sviluppo e 1,157 per il fondo Ipcei. Numeri che rendono difficile per queste norme la via verso il testo definitivo. Le misure per i sindacati continuano ad essere insufficienti. "Confermo il malcontento e non è solo dei sindacati, ma delle persone, dei lavoratori e dei pensionati che si aspettavano una risposta sull'inflazione che continua a correre. Quanto il governo aveva illustrato tempo fa andava nel verso giusto ma le scelte economiche quantitative illustrate ieri sono ridicole e le misure sono elemosina", ha detto Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, ai microfoni di 'Rai Radio 1'. "Spero che oggi nel Cdm si intervenga. Da governo mi sarei vergognato a presentare questi dati", ha aggiunto il leader della Uil sottolineando che "l'aiuto che il governo dá ai lavoratori in modo netto saranno 50-60 euro. La politica e i partiti fanno tutti i giorni grandi proposte e grandi promesse, ma poi quando si tratta di agire sono tutta fuffa. I partiti dimenticano di dare risposta ai problemi reali del Paese". "Orlando è stato l'unico a sollevare questo problema e spero che oggi in Consiglio dei ministri si faccia qualcosa in piú sui salari", ha concluso.