Lavoro, cooperative a trazione femminile: il 61% degli occupati è donna

09/10/2019 19:36

Lavoro, cooperative a trazione femminile: il 61% degli occupati è donna

Cooperazione a trazione femminile: nelle società cooperative è donna il 61% degli occupati, il 40,5% dei soci e la governance raggiunge il 25,6%. Il dato è stato fornito ieri dal presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, in occasione del convegno "Innovazione è cooperazione al femminile" organizzato e promosso dalla Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative. La cooperazione al femminile rappresenta uno dei principali tratti distintivi del sistema Confcooperative, dove è rosa più di una cooperativa su tre, il 34,3% delle 18.500 cooperative, l’11% in più della media nazionale del movimento cooperativo. Il modello cooperativo, per sua natura inclusivo e coeso, può essere preso ad esempio nella valorizzazione dello straordinario capitale sociale, culturale e di competenze rappresentato dalle donne. Tra gli occupati di Confcooperative (525.000) le donne sono il 60,7% del totale. Nelle cooperative sociali raggiungono il 71,1%, in quella sanitaria il 68,7%, seguono la cooperazione di consumo e utenza con il 58,2%, la produzione lavoro e servizi con il 52,1%, cultura turismo e sport con il 43,8, l’habitat con il 40,9%, l’agroalimentare con il 39% chiude la pesca con il 19,8%. L’occupazione femminile è direttamente proporzionale alla dimensione d’impresa: 64,6% nelle grandi cooperative, 60,3% nelle medie, il 54,4% nelle piccole. Tra i soci di Confcooperative, (3,2 milioni), le donne sono il 40,5%. A guidare la graduatoria le cooperative sociali con il 64,7% dei soci, segue la sanità con il 48,6%, consumo e utenza con il 45,7%, lavoro e servizi con il 44,2%, l’agroalimentare con il 24%, chiude la pesca con il 12,9%. Con il crescere della dimensione di impresa, aumenta la presenza di donne tra i soci: nelle grandi il 54,4%, il 45,8% nelle medie e il 35,6% nelle piccole. «Gli incarichi familiari, nell’assistenza di anziani e minori, in assenza di un adeguato sistema di welfare, appaiono come uno dei principali fattori discriminanti, così come emerge dai dati Istat diffusi ieri»., ha commentato Gardini. «È solo attraverso inclusione, coesione e valorizzazione delle differenze che possiamo procedere sulla strada di uno sviluppo equo e sostenibile. Sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro, sulle opportunità di fare impresa è stato fatto molto, ma bisogna fare di più. Occorrono misure concrete – dice Anna Manca, presidente della Commissione Donne di Confcooperative – per consolidare le Pari Opportunità o meglio l’equità nelle Opportunità, occorre più allenamento e meno improvvisazione, investendo e innovando anche per modificare i comportamenti e ridurre gli stereotipi. In questo le nuove generazioni di donne e uomini hanno un ruolo chiave in ogni contesto sociale e settore produttivo, nelle più piccole realtà imprenditoriali e in quelle più grandi».