La Russia ha interferito (tramite Lega) sulla crisi di governo? Salvini: "Fesserie"

di redazione Roma 29/07/2022 08:30

La Russia ha interferito (tramite Lega) sulla crisi di governo? Salvini: "Fesserie"

"Le notizie apparse sul quotidiano La Stampa, circa l'attribuzione all'intelligence nazionale di asserite interlocuzioni tra l'Avvocato Capuano e rappresentanti dell'Ambasciata della Federazione Russa in Italia, per far cadere il Governo Draghi, sono prive di ogni fondamento come già riferito al Copasir, in occasione di analoghi articoli, apparsi nei mesi scorsi". Lo riferisce l'Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, il sottosegretario della Presidenza del consiglio Franco Gabrielli. "Ha già chiarito il sottosegretario Gabrielli con una dichiarazione che non lascia adito a dubbi. Il Comitato si è occupato di questa vicenda in tempi non sospetti ottenendo informazioni e rassicurazioni dall'autorità di governo e dall'intelligence.
Credo che la dichiarazione di Gabrielli sia sufficiente a evitare che il Copasir sia usato per campagne elettorali. Noi siamo un'istituzione e dobbiamo garantire anche questo". Così il presidente del Copasir, Adolfo Urso sulla vicenda dei rapporti tra Russia e Lega. 

"Sono fesserie. Io ho lavorato e lavoro per la pace e per cercare di fermare questa maledetta guerra. Figurati se vado a parlare di ministri e viceministri, mi sembra la solita fantasia su cui c'é Putin, c'è il fascismo, il razzismo, il nazismo, il sovranismo. Non penso che Putin stia dietro al termovalorizzatore di Roma", ha replicato Salvini a Radio 24. "Se da sinistra, e alcuni giornali, faranno la campagna elettorale per due mesi su fascismo, razzismo, sui russi, i cinesi, non fanno un buon servizio agli italiani", ha aggiunto. Più tardi ha detto ancora: "La crisi di governo è stata dettata dalla Russia? Siamo seri, a breve ci sarà una smentita a livello istituzionale", è "gravissimo che si diffondono fake news".

Rapporti che però, dopo la vicenda dell'Hotel Metropole e di Gianluca Savoini il cui nome emerse nel 2018 in una serie di inchieste giornalistiche per un presunto coinvolgimento in una trattativa commerciale tra aziende russe e italiane che avrebbe portato a finanziamenti illeciti di partiti politici italiani, in particolare della Lega, restano sotto i riflettori della politica e della campagna elettorale. 

Non è un caso che il quotidiano La Stampa abbia confermato come l'intelligence italiana abbia lavorato sulle relazioni tra l'avvocato Capuano, responsabile della Lega per i Rapporti internazionali, e ambascioata russa a Roma. 

"La Stampa conferma che i documenti visionati dal nostro giornale sono una sintesi informale del lavoro d'intelligence sulla vicenda, comunicati ai competenti livelli istituzionali"., ha precisato la direzione del quotidiano.  la precisazione della direzione del quotidiano in merito alle affermazioni di Gabrielii.

"L'ambasciata russa non ha nulla da aggiungere a quello che è già stato detto in giugno", riferisce una fonte. In giugno l'ambasciata aveva reso noto di avere "assistito Salvini e le persone che lo accompagnavano nell'acquisto dei biglietti aerei" per il suo viaggio a Mosca previsto per il 29 maggio, poi cancellato. L'ambasciata aveva aggiunto che la cifra era stata restituita da Salvini e che il rimborso sarebbe avvenuto anche se il viaggio ci fosse stato.

Secopndo la Stampa, Mosca era interessata alle vicende del governo italiano e alla sua possibile destabilizzazione. In un articolo firmato da Jacopo Iacoboni richiamato in prima pagina, viene proposto un retroscena che riguarda i contatti avuti dal consigliere per i rapporti internazionali del leader della Lega Salvini, Antonio Capuano, con Oleg Kostyukov, 'importante funzionario dell'ambasciata russa' in Italia. La Stampa riporta stralci di documenti dell'intelligence, con i colloqui tra il consigliere del Carroccio e il funzionario di Mosca, due mesi prima della caduta del governo, nel periodo in cui Lega e Movimento Cinque Stelle si schieravano contro un nuovo invio di armi all'Ucraina. 'Il diplomatico, facendo trasparire il possibile interesse russo a destabilizzare gli equilibri del governo italiano con questa operazione - scrive La Stampa citando fonti dell'intelligence - avrebbe chiesto se i ministri della Lega fossero intenzionati a rassegnare le dimissioni dal governo'. Il quotidiano torinese afferma che Kostyukov è l'uomo che comprò i biglietti della missione, poi saltata, di Matteo Salvini a Mosca e ricostruisce le fasi di quei rapporti, osservando che le conversazioni tra Capuano e Kostyukov sulla situazione del governo italiano avvengono tra il 27 e il 28 maggio, mentre il giorno prima, il 26 il presidente del Consiglio Mario Draghi tenta di sbloccare la crisi del grano parlando al telefono con Putin. Salvini ha dichiarato: "Ombre russe sulla crisi di governo? Fesserie".  

"Comincio a pensare che ci siano legami che Salvini deve spiegare perché, se non lo fa, queste relazioni non possono che lasciare immaginare cose oscure", "ci troviamo di fronte a fatti gravissimi". Così in un'intervista a Qn il segretario del Pd, Enrico Letta, sul caso Russia-Lega. "È una vicenda incredibile. I dubbi che noi avevamo si stanno dimostrando realtà e francamente comincio a pensare che dietro la crisi di governo ci sia l'influenza della Russia - sottolinea Letta - è evidente che, tra i fatti che hanno determinato la caduta dell'Esecutivo, la cosa vera che ha cambiato il film della settimana scorsa è stato l'atteggiamento di Matteo Salvini". Quindi aggiunge: "È lui che ha cambiato tutto, quando, mercoledì mattina, con un cenno fa smettere ai suoi di applaudire il discorso di Mario Draghi: e, finito l'intervento del Presidente del Consiglio, decide di far saltare tutto. E' palese che si tratta di una cosa preparata da tempo". Sul fatto che il sottosegretario Gabrielli abbia smentito che le informazioni trapelate arrivino dai servizi segreti italiani, Letta ribadisce, chiedendo velatamente l'intervento del Copasir: "La mia richiesta non è tanto quella di sapere se ci sono i servizi "dietro" - evidenzia - ma di capire quali siano le origini e i livelli di commistione tra Salvini e Putin e a che livello di insicurezza sia arrivato il nostro sistema istituzionale nel momento in cui un partito di governo si candida per il futuro governo". E, parlando di elezioni, il segretario Dem ribadisce il no ai 5Stelle: "Speravo che il rapporto potesse avere un'evoluzione positiva, ma con la loro decisione della settimana scorsa si è interrotto. Il che non vuol dire che su temi specifici e sui territori la collaborazione non possa esserci: penso al salario minimo e alla Sicilia". "La scelta di Conte che ci ha portato in questa situazione così complicata - aggiunge - non penso che sia recuperabile a livello nazionale".