La Corte dei Conti: dubbi sul recupero di 7 mld dalla lotta all'evasione

08/10/2019 12:05

La Corte dei Conti: dubbi sul recupero di 7 mld dalla lotta all'evasione

Nella nota di aggiornamento al Def emerge un "ricorso massiccio (oltre 7 miliardi)" ai proventi dalla lotta all'evasione per finanziare la manovra, "una dimensione che rafforza le riserve più volte espresse dalla Corte su tale modalità di copertura". Lo ha affermato il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nel corso di un'audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sul Def. "Nonostante la netta riduzione della spesa per interessi, a cui è dovuto il miglioramento dell'indebitamento tendenziale, i margini rimangono particolarmente stretti. Lo dimostra del resto, già a partire dal 2020, il ricorso massiccio (oltre 7 miliardi), per la copertura delle misure prefigurate con la manovra, alle risorse che si intendono recuperare dalla lotta all'evasione e all`elusione fiscale". "Una dimensione - ha aggiunto Biscema - che rafforza le riserve più volte espresse dalla Corte su tale modalità di copertura. Ciò specie in un paese caratterizzato da un elevato debito".
La Corte dei Conti evidenzia "criticità" anche per quanto riguarda la realizzazione introiti da dismissioni. Tali criticità "potrebbero influire sulla velocità di realizzazione degli introiti previsti" perché "gran parte degli immobili dello Stato non suscettibili di utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni è stato già trasferito agli enti territoriali e gli altri asset potenzialmente alienabili appartengono a tipologie molto particolari di fabbricati, non sono in condizioni ottimali, sono in ristrutturazione o sono concessi in uso ad altri soggetti, tanto che nel 2017 risultavano effettuate dal Demanio dismissioni straordinarie per soli 20 milioni circa, mentre nel 2018 risultavano alienazioni da parte del solo ministero della Difesa (per circa 12 milioni)".
Nel complesso, ricorda la Corte, "il valore del "portafoglio Stato" individuato dalla Nadef ammonta complessivamente a 618 milioni (458 milioni Ag. Demanio +160 milioni ministero della Difesa). Il primo "blocco" di alienazioni risulta composto da 460 beni immobili per un valore di 580 milioni (420 milioni Agenzia del Demanio +160 milioni ministero della Difesa). E', naturalmente, previsto che possano in seguito essere individuati altri asset da porre in vendita".
Sul fronte delle entrate, all'impegno per il riassorbimento di sacche di evasione ed elusione fiscale, da perseguire anche con un più esteso ricorso a strumenti di emersione spontanea delle basi imponibili e di più accurata misurazione delle capacità contributive dei cittadini e delle imprese, dovrebbe necessariamente accompagnarsi un processo di riforma più complessivo, che risponda a criteri di equità e semplificazione del sistema e che restituisca un ambiente più favorevole alla crescita", ha sottolineato Angelo Buscema.
Anche secondo l'Upb nella copertura della manovra "sembrerebbe opportuno non fare affidamento su risorse incerte" come quelle sulla lotta all'evasione dove peraltro l'obiettivo di 7 miliardi è "piuttosto ambizioso", ha detto il presidente dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio Giuseppe Pisauro nel corso dell'audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla nota di aggiornamento al Def. "La parte preponderante (circa l'80 per cento) degli interventi correttivi ipotizzati per il 2020 (14 miliardi) è affidata a incrementi di entrate, di cui circa 7 miliardi (lo 0,4 per cento del PIL) deriverebbero da misure di contrasto all`evasione - ha sottolineato - Si tratta di un obiettivo piuttosto ambizioso specie se confrontato con i risultati ottenuti nel recente passato su tale fronte e difficilmente conseguibile solo attraverso strumenti per favorire il conflitto d`interessi". "Inoltre - ha aggiunto Pisauro - come spesso ricordato, sembrerebbe opportuno non fare affidamento su risorse incerte e a volte di natura non permanente ai fini dell`aggiustamento dei conti pubblici".