Iva, Gualtieri, vicini ad accordo Ue antifrodi carosello

di Giampiero Di Santo 08/10/2019 12:56

 Iva, Gualtieri, vicini ad accordo Ue antifrodi carosello

"Stiamo lavorando in Europa per il passaggio al regime definitivo sull'Iva che eliminerebbe le opportunità delle frodi carosello", ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un'audizione in commissione Finanze della camera. "L'Italia ha appena chiesto alla Commissione europea di presentare una direttiva su una tassazione minima effettiva" delle multinazionali, in particolare i colossi del web che spostano profitti verso giurisdizioni favorevoli. Gualtieri ha aggiunto che "siamo molto vicino chiudere un accordo di cooperazione rafforzata a livello europeo per una tassa sulle transazioni finanziarie che si configura come sostanziale conferma del modello già in vigore" in Italia. Questa mattina, in un’intervista al Corriere della Sera Gualtieri aveva confermato che per la manovra sull'Iva sono necessari 14 miliardi di euro: "Le risorse per finanziare la completa sterilizzazione delle clausole e le misure previste dalla manovra, al netto della flessibilità e altri fattori  sono in effetti circa 14 miliardi e nella Nota di aggiornamento del Def sono indicati gli ambiti di intervento che stiamo ora definendo più nel dettaglio. Sono fiducioso che con il contributo di tutti si arriverà a una soluzione equilibrata e condivisa”. Gualtieri ha precisato che per ora non c'è nulla di definito, perché "è prematuro indicare le singole misure” ma ha assicurato assicura che “ci sarà tra l’altro un impegno straordinario sul versante del recupero di gettito dell’evasione fiscale. I 7 miliardi di cui si parla in questi giorni arriveranno "da un piano organico di incentivi all’uso degli strumenti digitali di pagamento, che consideriamo fondamentale per la modernizzazione del paese oltre che per il contrasto all’evasione. Si tratta di un piano organico dove ogni misura è prezzata e valutata”. Gualtieri, che non ha escluso comunque una rimodulazione di alcune aliquote Iva nel futuro, ha dichiarato che gli obiettivi della manovra di bilancio sono ambiziosi: “Disattivare 23 miliardi di clausole Iva, avviare la riduzione delle tasse sul lavoro e rilanciare gli investimenti salvaguardando scuola, sanità e welfare non mi sembra un compito poco ambizioso. La parte discrezionale della manovra che sostiene la crescita, gli investimenti, riduce il costo del lavoro e finanzia la retta dell’asilo nido per i ceti medio-bassi vale la differenza fra i 29 miliardi della manovra e i 23 dell’Iva. È un inizio, ma investire nei nidi dà un grande moltiplicatore perché permette a molte madri di lavorare”. Quanto alle clausole di salvaguardia che prevedono l'aumento dell'Iva nel caso in cui l'Italia non rispetti gli obiettivi di deficit e debito concordati con Bruxellesm , il ministro afferma che “la prassi diffusa in Italia è di toglierle all’ultimo per l’anno che sta per iniziare e spostarle a quello dopo” mentre “noi le eliminiamo per quest’anno, le dimezziamo per il prossimo e l’obiettivo è di eliminarle completamente” attraverso, spiega, “il risparmio in interessi grazie alla caduta dello spread che con il nostro governo ci ha permesso già di risparmiare sei miliardi”. "Se noi torniamo con i rendimenti dei titoli di Stato  sotto la Spagna, com’era fino al 2016, quella cifra potrà crescere considerevolmente”, ha detto Gualtieri.  "L’idea è quella di aggredire le due grandi sacche di inefficienza, "la spesa per interessi sul debito e l’evasione fiscale”, per "cancellare le clausole, aumentare le risorse per investimenti e welfare e ridurre ancora la pressione fiscale”. E quello che il ministro chiama “il dividendo della stabilità”, secondo Gualtieri “ci può dar e margini significativi per fare cose molto ambiziose”. Ieri, nel corso di un intervento in Confindustria, il titolare del dicastero di via XX settembre aveva anticipato alcuni contenuti della manovra e aveva annunciato "il rifinanziamento dell'iperammortamento per le spese di acquisto di beni strumentali incorporanti tech digitali" e l'intenzione di "allargarlo agli investimenti che favoriscano la transizione verso la sostenibilità, uno dei grandi assi della nostra politica economica"."Sono importanti anche altre misure", aveva aggiunto: "il credito di imposta per gli investimenti al Sud, il fondo di garanzia, e più in generale lo sviluppo di strumenti di garanzia che consentano di mobilitare al massimo gli investimenti privati e canalizzarli verso i grandi assi di sviluppo del Paese". Il piano previsto dal governo per il rilancio degli investimenti pubblici e privati che ieri è stato presentato a Palazzo Chigi ai sindacati (erano presenti il premier Giuseppe Conte e i ministri dell'Economia e del Lavoro, Nunzia Catalfo, oltre ai  leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo), ha "una forte interfaccia europea ed è importante quanto dichiarato dal Commissario per gli Affari economici Paolo Gentiloni con l'impegno a un piano europeo per la mobilitazione di investimenti per 1.000 miliardi con l'European green new deal", ha detto Gualtieri.  "Anche la revisione del Patto di stabilità e crescita europeo - ha aggiunto - deve offrire un quadro più favorevole agli investimenti che si collocano in questo progetto europeo". Gualtieri ha aggiunto che il governo è fiducioso su una reazione positiva della Commissione europea alla manovra di bilancio delineata nella Nadef. Non sarà altrettanto positiva la reazione dei ceti medi, le famiglie con redditi compresi tra 36 mila e 100 mila euro l'anno, alla rimodulazione dei ticket sanitari annunciata dal ministro della Salute Roberto Speranza con l'obiettivo di cancellare il superticket, cioè la tassa fissa sulle ricette applicata soltanto in alcune regioni e che vale circa 490 milioni. Speranza intende riformare integralmente il sistema dei ricket, che porta nelle casse dello stato 1,6 miliardi l'anno, e si prepara a farlo con un disegno di legge collegato  alla manovra di bilancio per il 2020 da attuare entro il prossimo mese di marzo. In sostanza, i 490 milioni del superticket saranno assorbiti negli 1,6 miliardi di gettito complessivo dei ticket, che però saranno cal colati sulla bade del reddito. E quindi, come ha detto il ministro, "chi più ha, pagherà di più".  In sostanza, l'intero peso della revisione del sistema ricadrà sulle spalle dei ceti medi e medio-alti, che in cambio della cancellazione del superticket saranno costretti a pagare ticket ancora più cari.