Isa, benefici premiali condizionati

di di Fabrizio G. Poggiani 11/09/2019 07:34

Isa, benefici premiali condizionati

Benefici premiali in applicazione degli Indici di affidabilità fiscale (Isa) condizionati dall'elaborazione del relativo modello con dati completi e corretti. Se la premialità è raggiunta con dati errati, il godimento è illegittimo e, per esempio, l'utilizzo in compensazione senza apposizione del visto comporta l'applicazione della sanzione del 30% del credito indebitamente utilizzato.

Questa una delle risposte fornite dall'Agenzia delle entrate con la circolare 20/E/2019 di lunedì scorso (si veda ItaliaOggi di ieri). La circolare si aggiunge alla precedente (la n. 17/E del 2 agosto scorso) che ha fornito le prime precisazioni sul tema degli indici di affidabilità fiscale e, in tema di benefici premiali, è già stato evidenziato che l'ottenimento è condizionato dall'ottenimento di voti troppo alti e che, di conseguenza, per molti contribuenti la fruibilità resterà una mera chimera (si veda ItaliaOggi del 24/8/2019).

I benefici premiali, di cui ai commi da 11 a 13, dell'art. 9-bis, dl 50/2017, convertito nella legge 96/2017, sono ottenibili sulla base di un voto determinato (provvedimento 126200/2019) e, solo al raggiungimento di tali voti minimi, invero piuttosto alti, il contribuente può fruire di alcuni benefici; si tratta dell'esonero dall'apposizione del visto di conformità per vari crediti nel rispetto di determinate soglie, dall'esclusione dalla disciplina delle società non operative, dall'esclusione da accertamenti presuntivi, dall'anticipazione di almeno un anno dei termini di decadenza per le attività di accertamento e, infine, limitatamente alle persone fisiche, dall'esclusione dalla determinazione del reddito sintetico.

Ma dalle risposte fornite dalla circolare si ha la conferma che il riconoscimento dei benefici premiali è «vincolato», non solo al raggiungimento dei voti ritenuti congrui (alti), ma anche dall'esito dell'applicazione degli Isa, al momento della presentazione della dichiarazione entro i termini ordinari. L'Agenzia, infatti (risposta 7.2) precisa che il riconoscimento dei detti benefici premiali è «vincolato» all'esito dell'applicazione degli Isa al momento della presentazione e che, laddove il raggiungimento della premialità sia l'effetto di una dichiarazione di dati incompleti o inesatti, il godimento è da ritenersi illegittimo, con inevitabili conseguenze.

Nel caso di utilizzo in compensazione di crediti superiori a 5 mila euro senza apposizione del visto di conformità, infatti, il contribuente viene sanzionato con l'applicazione della sanzione prevista dall'art. 13, dlgs 471/1997, nella misura del 30% del credito indebitamente utilizzato, oltre al recupero dell'ammontare dei crediti utilizzati. Sempre in tema di compensazione, l'Agenzia delle entrate (risposta 7.1) fa presente che, al raggiungimento di una pagella con i voti richiesti specificamente (voto 8) è possibile non apporre il visto di conformità per la compensazione dei crediti non superiori a 50 mila euro per Iva e fino a 20 mila per imposte dirette e imposta regionale (Irap) e che i detti crediti possono essere utilizzati in compensazione già a partire dal giorno successivo a quello della chiusura del periodo d'imposta nel quale sono maturati, senza la necessaria preventiva presentazione del modello Isa, naturalmente se il contribuente è in condizione di effettuare i relativi conteggi e se il credito da utilizzare è quello effettivamente spettante ed emergente dalle dichiarazioni presentate successivamente.

Sempre sul tema, viene precisato che i soggetti che dichiarano reddito d'impresa e reddito agrario, di cui all'art. 32 del dpr 917/1986 (Tuir) e che devono applicare gli Isa in relazione alle attività per le quali è stato dichiarato il reddito d'impresa, in caso di raggiungimento del voto congruo per questa attività, lo stesso potrà beneficiare dei benefici premiali; l'agenzia precisa, infatti, che se il contribuente, con queste attività, applica l'Isa per l'attività agrituristica e ottiene un risultato pari a 9, lo stesso potrà, tra l'altro, beneficiare dell'innalzamento della soglia per l'apposizione del visto di conformità.

L'ultimo caso riguarda il contribuente che, nel corso del 2020, procede con la richiesta di rimborsi Iva raggiungendo il tetto massimo previsto (50 mila euro); in tal caso, se volesse procedere, nel corso del 2020, richiedendo un ulteriore rimborso, per esempio riferibile al secondo trimestre, lo stesso non può usufruire dell'esonero, di cui alla lett. b), comma 11, dell'art. 9-bis, dl 50/2017, giacché la detta ulteriore richiesta porta a superare la soglia dei 50 mila euro annui imposti dalle disposizioni come massimo beneficio. Ai fini del raggiungimento del tetto, infatti, è necessario tenere conto degli importi emergenti sia dalla dichiarazione annuale del 2019 sia di quelli relativi ai trimestri del 2020, a nulla rilevando il fatto che si riferiscono a due diversi periodi d'imposta.

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