Infrastrutture, Sace: investimenti Pnrr cambio di passo evidente rispetto al passato

01/08/2022 14:31

Infrastrutture, Sace: investimenti Pnrr cambio di passo evidente rispetto al passato

Gli investimenti contenuti nel Pnrr e destinati alle Infrastrutture, rappresentano un cambio di passo evidente rispetto al passato. E' quanto evidenza il rapporto della Sace sulle Infrastrutture. "L`aumento atteso degli investimenti in infrastrutture - si legge - segna un cambio di passo evidente rispetto al passato e permetterà al Paese di sanare alcune criticità e ritardi infrastrutturali e innescare un circolo virtuoso a beneficio della competitività delle nostre imprese e dell`economia nel suo complesso. Le risorse allocate per lo sviluppo infrastrutturale genereranno, inoltre, ricadute positive in diversi settori dell`economia italiana, sia in fase di costruzione sia successivamente attraverso l`utilizzo di infrastrutture più moderne, più efficienti e sostenibili: la spesa per investimenti in infrastrutture e mobilità di competenza del MIMS genererà, infatti, l`attivazione - diretta e indiretta - di valore aggiunto nel sistema produttivo per un valore pari a circa Ç37,8 miliardi (+2,4% rispetto a uno scenario senza tali investimenti inclusi nel PNRR) e un tasso di ritorno aggregato pari al 63%, che salirà a circa il 77% per gli investimenti in costruzioni, fino a toccare il valore massimo per quelli in ricerca e sviluppo (88%)". "Le nostre imprese del settore potranno, inoltre - aggiunge -, cogliere, non solo in Italia, ma anche all`estero, le opportunità derivanti dai fondi europei e di quelli messi a disposizione dai vari governi in tutto il mondo per dare slancio ai rispettivi sistemi infrastrutturali: nel 2021, infatti, il fatturato mondiale del settore è cresciuto del 5,6% (sopra i $5 trilioni) - trainato soprattutto dalla domanda asiatica (42% del totale mondiale, di cui oltre la metà della sola Cina) - e continuerà anche nei prossimi dieci anni (+3,2%). Tale crescita globale sarà trainata dall`edilizia residenziale, mentre sarà meno accentuata la dinamica relativa a lavori di ingegneria civile e soprattutto di edilizia non residenziale, quest`ultima attesa tornare ai livelli pre-pandemici solo nel 2024. Questi sviluppi apriranno spazi di crescita per le nostre imprese, sia nei mercati più vicini (come Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), sia in geografie più distanti come ad esempio Indonesia, Vietnam, Messico, Colombia e Arabia Saudita". "Nel prossimo decennio- continua il focus - la spesa in infrastrutture italiana è attesa crescere in media dell'1,7% l`anno, un tasso superiore alla media dell'eurozona (+1,5%), ma soprattutto nettamente al di sopra delle previsioni pre-pandemia (+0,9%). La crescita sarà più accentuata nel periodo 2021-2026 (+2,6%), per diventare meno intensa nel quinquennio successivo (+0,9%) per un effetto combinato di una minore spesa pubblica e di una riduzione della forza lavoro dovuta all`invecchiamento della popolazione". "La crescita attesa della spesa in infrastrutture supererà, nel periodo in esame, quella prevista per il Pil, grazie agli ingenti fondi a disposizione, alle riforme attuative previste e, non da ultimo, alla rinnovata fiducia sia nazionale che estera - prosegue -. Tale dinamica si riflette, conseguentemente, anche sul rapporto spesa per infrastrutture/Pil che nei prossimi dieci anni si attesterà in media al 2,8% (rispetto al 2,3% medio del periodo 2015-2021), raggiungendo alla fine dell`orizzonte previsivo il 3%. "Porti, aeroporti e ferrovie - conclude - saranno il comparto che crescerà maggiormente nel prossimo quinquennio (+3,8% inmedia l`anno), seguiti da infrastrutture per l`energia elettrica e il gas (+3,2%), trainati dalla spinta al green e alla transizione energetica, in una logica di accrescimento della tecnologia impiegata negli ambiti efficienza, sicurezza e sostenibilità ambientale. Dalle direttrici ferroviarie VeronaBrennero e Napoli-Bari al porto di Genova, dal nuovo hub aeroportuale di Brescia ai nuovi impianti eolici offshore della Sardegna, gli sviluppi infrastrutturali coinvolgeranno tutto il territorio italiano. ò Non mancheranno le sfide per le imprese coinvolte, direttamente e indirettamente, nella realizzazione di queste opere, in uncontesto che ha registrato negli ultimi anni una riduzione - e contestuale  concentrazione - del numero delle società attive nel settore e, negli ultimi mesi, un incremento dei costi e delle difficoltà di approvvigionamento di materie prime energetiche e industriali avviato dal mismatch domanda-offerta da metà del 2021 ed esacerbato dallo scoppio del conflitto in Ucraina".

“Il rapporto Sace sulle infrastrutture conferma la bontá della strategia seguita dal Governo per fornire al Paese la dotazione di capitale necessaria per aumentare la competitività e il benessere delle persone, in un'ottica di sostenibilità ambientale”. Così il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini. “Il confronto internazionale mostra che in Italia gli investimenti in infrastrutture cresceranno nei prossimi anni più che negli altri Paesi, anche oltre il 2026, anno di conclusione del Pnrr, portando il rapporto tra spesa per infrastrutture e Pil al massimo storico”, ha aggiunto il ministro.