E’ nato un governo a guida vaticana

di di Francesco Galietti 10/09/2019 07:59

E’ nato un governo a guida vaticana

Nel discorso parlamentare di ieri di Giuseppe Conte spiccava la totale assenza di riferimenti alla Santa Sede. Eppure il nuovo mandato di Conte deve molto proprio al sostegno operoso ricevuto dagli ambienti cattolici. Non guasta che l'inquilino pro tempore del Quirinale, Sergio Mattarella, provenga dalla sinistra Dc e che, proprio in questo ambito, abbia consolidato molte delle proprie principali relazioni e amicizie. Il suo predecessore, Giorgio Napolitano, già comunista migliorista, chiamò a raccolta i principali esponenti della società civile quando si trattò di avvicendare il governo Berlusconi con l'esecutivo Monti nell'autunno 2011. Napolitano poteva contare sul placet delle cancellerie europee e di Washington, che, a loro volta, contavano su Napolitano e sui suoi tecnici per dare un nuovo assetto politico all'Italia.

Anche nell'estate 2019 si è rapidamente consolidato un (trasversale) consenso anti-Salvini tra le cancellerie straniere. Tuttavia la messa in opera del piano è stata demandata ai cattolici di sinistra, tra cui spiccano gli amici personali di Mattarella come Dario Franceschini. Il plauso ricevuto da Conte non va dunque letto solo come incoraggiamento personale, ma anche e soprattutto come viatico a una delle poche vertebrazioni politico-istituzionali rimaste in Italia. In termini di equilibri di potere, ciò pone questioni formidabili.

Se il potere più profondo e meno volatile in Italia è quello cattolico (di sinistra), ne consegue che il primo riferimento per chi vuole avere a che fare con l'Italia torna a essere rappresentato dalla Santa Sede. Valgono a poco, tuttavia, i confronti con il passato. Nel secondo dopoguerra, come descrive Massimo Franco nel suo bellissimo Imperi Paralleli, la stima di Washington verso i Presidenti del Consiglio era sì riflesso diretto della vicinanza di questi ultimi alla Santa Sede. Ma quello era un altro mondo, dominato com'era dalla logica binaria della Guerra Fredda e dalla indispensabilità del Vaticano nella lotta al comunismo e all'Unione Sovietica.

Oggi invece il Vaticano guarda a Oriente e alla Cina. Lo fa con gli occhi gesuiti di Francesco Bergoglio, lo stesso pontefice che, una settimana fa, si è detto onorato degli attacchi americani. C'è dell'altro: Bergoglio sta sistematicamente popolando la Curia con cardinali vicini alle sue sensibilità, e aumentando così le probabilità che il prossimo pontefice non si discosti dalla sua linea. Nel frattempo, nel Parlamento italiano, i cattolici di sinistra si danno da fare per mettere in sicurezza la successione a Sergio Mattarella. Già circolano nomi: Giuseppe Conte, Romano Prodi, Dario Franceschini, lo stesso Mattarella in caso di secondo mandato. Le simmetrie con le dinamiche di curia non mancano. Solo il tempo, tuttavia, ci potrà dire quanto sia possibile conciliare la longue durée di Oltretevere con i ritmi forsennati della politica italiana.

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