Dl aiuti, Draghi ai sindacati: non abbandoniamo lavoratori, pensionati, imprese

di redazione Roma 27/07/2022 18:12

Dl aiuti, Draghi ai sindacati:  non abbandoniamo lavoratori, pensionati, imprese

Nuovo round di incontri del presidente del Consiglio, Mario Draghi, con le parti sociali in vista della predisposizione del Decreto Aiuti. Dopo aver ascoltato ieri le richieste di agricoltori e artigiani, oggi il premier ha par lato con i sindacati e vedrà anche i rappresentanti delle imprese. Il premier ha confermato che il niuovo decreto sul quale si lavora metterà in campo 14,3 miliardi. "Si tratta di cifre non banali", ha detto Draghi, che ha confermato "la volontà del governo di non abbandonare i lavoratori, i pensionati, le imprese". Durante la riunione il ministro dell'Economia Daniele Franco ha illustrato le linee essenziali del decreto che il governo si appresta ad approvare nei prossimi giorni. L'idea, secondo quanto si apprende, è quella di realizzare pochi interventi su pochi temi importanti. L'obiettivo è contenere i costi dell'energia per famiglie, imprese ed enti pubblici, restituendo al sistema economico italiano le risorse dovute alle maggiori entrate registrate nei primi sei mesi dell'anno e confermando i saldi di bilancio già previsti. Nel corso dell'incontro sono stati affrontati anche il tema dell'emergenza siccità, delle crisi aziendali.

All'incontro i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri. Per il governo al tavolo i ministri dell'Economia, Daniele Franco; del Lavoro, Andrea Orlando; della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta; dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti; delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. La riunione è durata poco meno di un'ora e mezza.

"L'incontro ha prodotto le prime risposte, va su una strada giusta ma aspettiamo di vedere concretamente il contenuto del decreto che il governo ha detto che sarà pronto entro la prossima settimana, ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine della riunione con il governo. "Abbiamo messo sul tavolo anche il tema della tassazione degli extraprofitti. Continuiamo a ribadire che questo è un altro strumento da mettere in campo". Poi sulla crisi di governo: "Non era questo il momento di aprire una crisi, perché una serie di temi rischiano di rimanere fermi".

Per ottobre, però, si profila la proclamazione di uno sciopero generale, come ha annunciato lo stesso Landini: "Dichiariamo adesso che qualsiasi governo ci sarà, noi l'8 e il 9 ottobre saremo in piazza a sostenere le nostre proposte, in modo che non ci siano elementi di ambiguità, con qualsiasi governo abbiamo intenzione di portare avanti le nostre proposte". Landini ha ricordato che il 9 ottobre è l'anniversario dell'assalto della sede della Cgil a Roma. "Non fu l'attacco alla camera del lavoro, ma è un disegno più in generale di mettere in discussione" certi soggetti attori della democrazia.

Il presidente della Confindustria Carlo Bonomi ha convocato per domani una riunione straordinaria del Consiglio Generale dell'organizzazione per un confronto interno su crisi dicoverno e congiuntura economica. Potrebbe essere anche l'occasione per rompere un silenzio che non è passato inosservato: ancora nessun commento infatti è arrivato dai vertici degli industriali dal giorno della crisi di Governo. In Consiglio Generale, organo di indirizzo politico e di raccordo tra vertice e base associativa, sono rappresentate tutte le diverse articolazioni del sistema Confindustria: territori, settori, Piccola Industria, Giovani Imprenditori.

Anche le imprese hanno avanzato le loro proposte a Draghi. «Interventi mirati per dare respiro a un paese in affanno che rischia di dover affrontare un autunno tra i più difficili degli ultimi anni. Gli oltre 14 miliardi del dl Aiuti bis sono risorse importanti ma per essere incisive è indispensabile che non vadano disperse in mille rivoli, priorità a lavoro ed energia». Così il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Maurizio Gardini, anche a nome dei copresidenti Mauro Lusetti e Giovanni Schiavone a margine dell’incontro con il Governo. «Il Pnrr – sostiene il presidente dell’Alleanza – dovrà essere il principale protagonista della crescita. Occorre vigilare sulla sua attuazione piena ed efficace, che non lasci indietro territori, istituzioni e persone più fragili, ma che soprattutto faccia leva sulla spinta pubblico-privata, sulle partnership, sulla condivisione di progetti e visioni. Al presidente del Consiglio Draghi abbiamo indicato quelli che a nostro avviso devono essere gli ambiti di intervento prioritari». 

«Sul fronte del lavoro – si legge nella nota dell’Alleanza delle Cooperative – occorre dare più soldi in busta paga ai lavoratori, attraverso la riduzione del cuneo fiscale per rilanciare i consumi. Per le imprese, invece, è necessario detassare maggiormente il salario di produttività e gli aumenti contrattuali pattuiti in occasione dei rinnovi contrattuali dalle organizzazioni maggiormente rappresentative». 

«La bolletta energetica è un altro ambito di intervento per noi prioritario. Siamo pronti a dare il nostro contributo attraverso le comunità energetiche.  Occorre ridurre l’impatto della bolletta su famiglie e imprese. Il decreto Aiuti ha prorogato la fruizione del credito d’imposta, anche per le imprese non energivore, previsto dal decreto legge 21/22. Nel definire tale fondamentale misura di sostegno alle imprese, ne ha limitato l’utilizzo entro la soglia del regime di aiuti de minimis, rendendola sostanzialmente inefficace per ridurre l’impatto dei costi energetici nelle imprese di medio-grandi dimensioni. Sarebbe, pertanto, necessario rimuovere o innalzare tale soglia». 

«Infine, occorre evitare il blocco dei servizi essenziali. Riteniamo, ormai, non procrastinabile ottenere l’applicazione di adeguamento delle tariffe, così come fatto nell’edilizia, per tutti i contratti di servizi e forniture in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della norma (compresi i contratti sottoscritti sotto il regime del precedente codice), anche in deroga ad ogni altra disposizione vigente».