Dazi e Brexit penalizzano le borse: Milano -1,14%

di di Massimo Galli 09/10/2019 00:14

Dazi e Brexit penalizzano le borse: Milano -1,14%

Giornata di vendite per le borse europee, penalizzate dallo scetticismo degli investitori sui colloqui commerciali Usa-Cina in programma fra domani e venerdì. Washington ha deciso di inserire 28 aziende cinesi in una lista nera, impedendo alle società americane di vendere loro tecnologia. Ha pesato anche il fattore Brexit, con la preoccupazione per un addio senza accordi da parte di Londra. A Milano il Ftse Mib ha perso l'1,14% a 21.406 punti. Giù anche Parigi (-1,18%), Francoforte (-1,05%) e Londra (-0,76%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq cedevano rispettivamente lo 0,67 e lo 0,97%.

Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund è salito di quasi 2 punti a 144. Il Tesoro ha affidato a Barclays, Hsbc e JPMorgan il mandato in qualità di lead manager per una nuova emissione multi-tranche a tasso fisso, denominata in dollari, con scadenze nel 2024, nel 2029 e nel 2049. L'ultima operazione in valuta Usa risaliva al 2010. Intanto la Grecia è tornata sul mercato e ha venduto 1,5 miliardi di euro di titoli di stato al 2029 attraverso un collocamento via sindacato bancario. Il rendimento finale è dell'1,5%: si tratta del minimo record per un decennale greco, che durante il primo collocamento avvenuto in marzo aveva registrato un tasso del 3,90%. La domanda ha superato 5,4 miliardi, mentre Atene puntava a raccogliere almeno un miliardo. I titoli hanno beneficiato della ricerca, da parte degli investitori, di obbligazioni con rendimenti relativamente più elevati in un contesto di bassi tassi di interesse.

A Piazza Affari, tra le blue chip, hanno chiuso sopra la parità Juventus (+0,23%) e Tim (+0,42%), quest'ultima dopo le voci di mercato sul coinvolgimento della controllata Tim Brasil nello spezzatino della brasiliana Oi. Contrastati i bancari: denaro su Banco Bpm (+0,56%) e Ubi (+0,51%), mentre hanno perso terreno Bper (-0,31%), Intesa Sanpaolo (-1,04%) e Unicredit (-1,17%). Maglia nera per Diasorin (-5,75%), Finecobank (-4,65%) e Stm (-2,77%). Segno meno anche nel lusso: S. Ferragamo ha ceduto l'1,99% a 15,97 euro dopo che Ubs ha tagliato il prezzo obiettivo da 18,50 a 17,60 euro, lasciando invariato il rating neutral. Su Aim Italia ben comprata Neosperience (+2,46%), che ha ottenuto il parere favorevole dal ministero dello sviluppo economico e dalla Regione Lombardia per finanziare un progetto di 6 milioni di euro per la realizzazione di una piattaforma applicativa dedicata agli operatori turistici.

Nei cambi, l'euro è terminato in calo a 1,0968 dollari. Nuovo tonfo della sterlina, che si è riportata ai minimi da oltre un mese sul biglietto verde a 1,2210 dopo le notizie negative sulla Brexit. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in discesa di circa mezzo dollaro, con il Brent a 57,94 dollari e il Wti a 52,29. In risalita l'oro, che guadagnava 4 dollari a 1.504.

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