Crisi, Bce pronta ad aumentare gli acquisti di titoli da giugno

di redazione Roma 22/05/2020 18:53

Crisi, Bce pronta ad aumentare gli acquisti di titoli da giugno

La Bce è pronta ad aumentare le dimensioni del Pepp, il programma di acquisti di titoli in risposta alla pandemia, già a partire dalla riunione di giugno del consiglio direttivo nel caso le dimensioni dello stimolo risultassero inferiori a quanto necessario per sostenere la ripresa dell'economia dell'Eurozona. E' quanto emerge dai resoconti dell'ultima riunione del board della Bce, il 30 aprile. Il consiglio direttivo della Bce, si legge nei verbali, si dice pronto ad adeguare tutte le misure messe in campo in base alle necessità e in particolare "a incrementare le dimensioni del programma pandemico di acquisti di asset PEPP a ad adeguare la sua composizione, e potenzialmente gli altri strumenti se, alla luce delle informazioni che diventeranno disponibili prima del vertice di giugno, stabilisse che le dimensioni dello stimolo si stessero rivelando inferiori al necessario".

Già alla fine di aprile, nella conferenza stampa successiva alla riunione del consiglio, la presidente Christine Lagarde aveva sottolineato: "Siamo assolutamente pronti a incrementare l’entità del Pepp e ad adeguarne la composizione, nella misura necessaria e finché le circostanze lo richiederanno. In ogni caso, il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si avvicini stabilmente al livello perseguito, in linea il suo impegno alla simmetria". Il riferimento a giugno è legato al fatto che soltanto il prossimo mese saranno diffuse le proiezioni macroeconomiche della Bce e sarà quindi possibile capire se sarà necessario rafforzare lo stimolo.

 

Oggi poi la Bundesbank, in un report pubblicato sul suo sito web, ha ha espresso un giudizio positivo sull'impatto del programma di acquisto di asset della Bce, due settimane dopo che la Corte Costituzionale tedesca ha richiesto maggiori informazioni sulla giustificazione economica del quantitative easing. Nel report della Buba si legge che il QE da 2.700 miliardi di euro dell'Istituto di Francorte ha generato un incremento della produzione economica, dei prestiti bancari e dell'inflazione nelle quattro maggiori economie della zona euro, ovvero in Germania, Francia, Italia e Spagna.
Il giudizio positivo della Bundesbank dovrebbe togliere qualche perplessità alla Corte costituzionale tedesca, che  ha in linea di massima approvato il programma della Bce con la sentenza dello scorso 5 maggio, ordinando però allo stesso tempo alla Buba di interrompere la sua partecipazione al QE entro tre mesi a meno che Francoforte non dimostri che le sue azioni sono proporzionate agli obiettivi dell'Istituto. Condizione, questa, respinta al mittente dalla Corte di giustizia Ue, che ha negato alla Corte costituzionale tedesca il diritto di giurisdizione sulle istituzioni europee come la Bce. 
La sentenza, prima dell'intervento dela Corte di Strasburgo e della stessa Bce, che aveva ribadito di non avere alcuna intenziuoine di rispondere a karlsruhe, aveva sollevato interrogativi sul futuro degli acquisti di asset della Bce, uno strumento centrale negli sforzi della Banca a sostegno dell'economia dell'Eurozona, duramente colpita dalla pandemia di coronavirus. Il report della Bundesbank evidenzia del resto che gli acquisti di asset da parte della Bce hanno generato un aumento della produzione economica in Germania e in Italia del 2,5% circa in quattro anni e del 3,2% in Spagna.
Il quantitative easing, sempre secondo la Buba, ha fatto aumentare anche l'inflazione del 2% circa in Spagna e dell'1% in Germania e Francia.
Tuttavia l'impatto sull'indice dei prezzi al consumo in Italia è stato "sostanzialmente pari a zero".