Covid 19, casi in calo ovunque. Oggi 130 morti e 1.638 positivi in meno

di redazione Roma 22/05/2020 18:15

Covid 19, casi in calo ovunque. Oggi 130 morti e 1.638 positivi in meno

Il numero complessivo dei casi di Covid-19 in Italia dal principio  dell'epidemia ha raggiunto i 228.658, dato comprensivo di contagiati, guariti e vittime, con un'aumento di 652 persone. Nelle ultime 24 ore i morti sono stati 130 , mentre il bilancio complessivo (ufficiale e purtroppo non completo, perché secondo l'Inps soltanto tra marzo e aprile sarebbero 20.000 in più i decessi) delle vittime raggiunge quota 32.616. La crescita del numero di persone che sono guarite dalla malattia è stata nelle ultime 24 ore di 2.160 unità, che porta il totale dei guariti a 136.720. Il numero di pazienti attualmente positivi al Coronavirus risulta essere diminuito rispetto alla giornata precedente, giungendo ad un totale di 59.322, con un calo di 1.638 unità: "A oggi, 22 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 228.658, con un incremento rispetto a ieri di 652 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 59.322, con una decrescita di 1.638 assistiti rispetto a ieri" si legge nel comunicato stampa della Protezione civile.
Tra gli attualmente positivi, 595 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 45 pazienti rispetto a ieri. 8.957 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 312 pazienti rispetto a ieri. 49.770 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
 

"In tutte le regioni i casi sono in calo, ma rimangano le differenze tra le regioni che dividono sostanzialmente in tre aree il paese. Anche in Lombardia c'è una flessione giornaliera dei casi". Lo ha detto il Presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa settimanale all'Iss sull'andamento dell'epidemia di Covid-19. "La curva epidemica è stabile ed in calo. Ora tanto più andremo verso un numero di casi limitato tanto più il sistema sarà sensibile per individuare subito i casi. Sta crescendo la quota degli asintomatici". Brusaferro ha spiegato che "c'è una grande oscillazione dell'indice Rt di contagio sul territorio. Ma Rt non è una pagella ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati". Secondo l'Iss l'indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d'Aosta, dove si registra un valore pari a 1.06. 

Brusaferro ha aggiunto che "l'Italia è a più velocità ma non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapia intensive sia per quanto riguarda i reparti. L'obiettivo è evitare la ripartenza di curve epidemiche sapendo che ci potranno essere episodi di ricrescita dei casi nei territori.  Oggi il virus ancora circola e non possiamo allentare le misure di protezione individuale. Tuttavia il piccolo picco in Molise e Umbria è rapidamente rientrato, ha concluso. "Non possiamo escludere un incremento nelle prossime settimane, ma non si tratta di una pagella settimanale delle regioni. Però possiamo incamminarci con fiducia sapendo che ci potranno essere momenti di incremento dei casi ma sapendo anche che abbiamo un sistema capace di intercettarli".

Il presidente dell'Iss ha aggiunto che la questione della "mobilità tra regioni va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo". L'indice di contagi Rt invece cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio al riguardo per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioè come ci si sposta", ha precisato.

Gianni Rezza, nuovo direttore generale del ministero della Salute per la prevenzione, ha sottolineato la necessità di "mantenere costantemente alta l'attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo". In tal senso "globalmente mi sembra stia aumentando la resilienza da parte delle Regioni", ha aggiunto. Rezza ha evidenziato che dalla fase 1 alla fase 2 importanti sono la responsabilità dei singoli e la responsabilità pubblica in grado di rilevare piccoli segnali d'allarme.

"I dati del monitoraggio sono al momento incoraggianti. Ci dicono che il paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco per vanificare i sacrifici fatti finora", ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza.