Coronavirus, l'Italia dà i dieci giorni all'Europa e non firma l'accordo

di Giampiero Di Santo 26/03/2020 19:42

Coronavirus, l'Italia dà i dieci giorni all'Europa e non firma l'accordo

Niente accordo sul piano Marshall che l'Europa dovrebbe mettere in campo per contrastare l'emergenza Coronavirus e rilanciare l'economia dopo lo stop quasi totale imposto dalla pandemia. Il vertice in videoconferenza dei capi di stato e di governo dell'Ue si è concluso, secondo quanto si apprende, con un mancato accordo e con un ultimatum del premier Giuseppe Conte: "Avete dieci giorni per decidere", avrebbe detto il presidente del consiglio ai colleghi europei. "L'Italia non può accettare la bozza di accordo preparato, nonostante i negoziatori italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l'eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes" il fondo Salva stati che il ministro dell'Economia, Giuseppe Gualtieri, aveva evocato come strumento decisivo se privato delle condizioni draconiane imposte per l'intervento, come manovre di bilancio, tagli di spesa e aumenti di imposte decisamente fuori luogo in un contesto di carenza estrema di liquidità.  "Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico strumenti elaborati in passato, costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici e tensioni finanziarie riguardanti singoli paesi?", avrebbe chiesto Conte ai leader Ue nel corso del Consiglio europeo. "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno", ha aggiunto. Conte ha chiarito che nessuno pensa a "una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne". L'Italia ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l'abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato".

 

Oggi si è svolto anche in videoconferenza il vertice del G20, che ha deciso di iniettare 5.000 miliardi di dollari nell'economia mondiale per superare l'impatto "sociale, economico e finanziario" del coronavirus. E' quanto si legge in una nota del G20 al termine del vertice in videoconferenza. I 20 ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali si sono impegnati a "whatever it takes per superare la pandemia" e per "minimizzare i danni economici e sociali, rilanciare la crescita e mantenere la stabilità dei mercati". "Sosteniamo le misure straordinarie prese dalle banche centrali in linea con il loro mandato" e "sosteniamo le misure prese dal Fmi e dalla Banca Mondiale a sostegno dei Paesi che hanno bisogno". Il vertice è stato aperto dall’intervento del re Salman d’Arabia Saudita: "Le economie più ricche dovono aiutare le nazioni più povere nell’affrontare la crisi sanitaria del coronavirus e sopportare lo shock economico dovuto all’impatto della pandemia. Dobbiamo avere una risposta efficace e coordinate a questa pandemia e  ristorare così la fiducia nell’economia globale. La presidenza del G20 dà il benvenuto alle politiche e alla misure adottate dai singolo paesi per sostenere e dare vigore alle economie nazionali,  compresi pacchetti di stimolo, misure precauzionali, politiche economiche di settore e misure di protezione del lavoro”, ha sottolineato Salman, “ma al di là delle risposte di ciascun paese, è nostro dovere rafforzare la cooperazione e il coordinamento in tutti gli aspetti delle politiche economiche adottate”. Il re ha anche spronato i leader mondiali ad aiutare le nazioni più povere, molte delle quali non hanno sistemi e infrastrutture sanitarie né mezzi finanziari per gestire la pandemia e il collasso economico che ne consegue. “E’ nostra responsabilità tendere una mano ai paesi in via di sviluppo e a quelli meno sviluppati per consentire loro di costruire le loro competenze e potenziare le infrastrutture per superare questa crisi e le sue ripercussioni. La Spagna, che ha il secondo più alto numero di vititme in Europa dopo l’Italia, e altre nazioni hanno chiesto ai leader del G20 di agire per una risposta globale alla crisi del coronavirus, che ha sommerso ospedali e sistemi sanitari perfino nei paesi più ricchi del mondo.

Dall'Ue è arrivata invece la richiesta di "azioni senza precedenti. E' necessaria un'azione veloce, massiva e coordinata a livello globale sui fronti della sanità e dell'economia per salvare vite ed evitare ulteriori crisi economiche". Così in una dichiarazione congiunta i presidenti di Commissione Ue e Consiglio europeo, Ursula von der Leyen e Charles Michel, al termine della riunione straordinaria in videoconferenza del G20 sulla pandemia di coronavirus. "Il G20 ha un ruolo centrale nell'assicurare un coordinamento globale", si legge nella dichiarazione congiunta dei presidenti, che hanno insistito sul fatto che i Paesi del G20 debbano "coordinare le proprie politiche macroeconomiche, mobilitando tutti gli strumenti disponibili, per mitigare la recessione economica, sostenere i lavoratori e le aziende più colpite". Michel e von der Leyen hanno anche "sottolineato che per limitare l'impatto sulle nostre economie, e mantenere la nostra abilità di produrre e fornire il materiale medico e protettivo necessario, è imperativo che si mantengano aperti i flussi commerciali e le catene di rifornimento, e si evitino nuove restrizioni". L'Ue ha anche chiesto ai membri del G20 di fornire assistenza reciproca per il rimpatrio dei cittadini bloccati all'estero che desiderano tornare a casa, e ha assicurato che continuerà ad "assistere i Paesi vulnerabili e le comunità nel mondo, soprattutto in Africa" nel combattere la pandemia.

"Per la protezione dell'economia il G20 deve fare ricorso a tutti gli strumenti di politica fiscale e monetaria e le risposte nazionali devono essere coordinate, aumentando così la loro efficacia". Lo ha detto, in video conferenza con il G20, il premier Giuseppe Conte. Il premier, sul fronte sanitario ha spiegato come "il coordinamento e la cooperazione vanno assicurati sulla ricerca, sulle terapie e sulla fornitura di kit sanitari laddove c'è maggiore necessità".