Confindustria: credito d'imposta del 2% al cliente che paga con carta o bonifico

07/10/2019 10:53

Confindustria: credito d'imposta del 2% al cliente che paga con carta o bonifico

Per scoraggiare l'evasione, soprattutto nel settore distributivo e in presenza di transazioni regolate in contanti, occorre stimolare l'uso di strumenti di pagamento tracciabili, soprattutto della moneta elettronica, riducendo l'uso del contante anche per transazioni di valore limitato.
E' quanto sostiene il Centro studi di Confindustria, secondo cui in questa direzione un intervento percorribile può essere quello di introdurre un credito di imposta del 2% al cliente che paga mediante carta di pagamento o bonifico bancario.
L'Italia, sottolinea il CsC, è uno dei Paesi dove è meno diffuso l'utilizzo delle carte di pagamento: rispetto a una media europea superiore a 100 transazioni pro-capite annue, in Italia ne vengono effettuate meno della metà. Ciò ha un impatto sui costi di gestione del contante, sia sulla maggiore diffusione dell'evasione fiscale. Infatti, il contante è semplice da usare e difficile da tracciare e questo facilita l'occultamento di parte del reddito prodotto. L'osservazione della relazione tra utilizzo di moneta elettronica e dimensione dell'economia sommersa dimostra come le due variabili siano negativamente correlate.
Secondo il Csc, l'Italia è in bilico tra ripresa e recessione: il Centro Studi Confindustria conferma la sostanziale stagnazione dell`economia italiana, già delineata nelle previsioni di primavera. Nel 2019 il Pil sarà pari a zero mentre nel 2020, se l`aumento delle imposte indirette venisse annullato e finanziato interamente a deficit, il Pil crescerebbe dello 0,4%, ma il rapporto deficit/Pil sarebbe pericolosamente vicino al 3%. Previsioni, dunque, meno ottimistiche rispetto a quelle del governo che, nella nota di aggiornamento al Def, stima una crescita dello 0,6% per l'anno prossimo e un rapporto deficit Pil al 2,2%. Secondo il Csc, "più che in passato, molto dipenderà dalle scelte di politica economica e in particolare da come il parlamento italiano modificherà l`attuale legislazione, che prevede un aumento dell`Iva e delle accise per 23,1 miliardi di euro a partire dal 1° gennaio 2020".
In uno scenario a politiche invariate, il Pil, nelle previsioni del Csc, rimarrà fermo non solo nel 2019 ma anche nel 2020. L`economia italiana, quindi, è ancora "sulla soglia della crescita zero, rischiando di cadere in recessione a fronte di eventuali nuovi shock, che soprattutto dal fronte estero sono sempre possibili, come mostra l`elevatissimo grado di incertezza oggi presente sui mercati". E la manovra del governo giallo-rosso "si profila la più restrittiva dai tempi del governo Letta", sottolinea il direttore del Centro Studi di Confindustria, Andrea Montanino. "Non è un giudizio negativo", ha spiegato Montanino aggiungendo: "la precedente legge di Bilancio aveva lasciato un'ipoteca forte sui conti pubblici. Il rapporto deficit Pil è vicino al 3% e per questo la manovra sarà restrittiva per 8 miliardi di euro senza considerare i 23,1 miliardi di clausole di salvaguardia. Non ci sono molte risorse per fare altro". Proprio sulle clausole di salvaguardia, secondo Montanino, è "ora di fare chiarezza. E' ora di risolverla definitivamente, vista la dimensione delle clausole di salvaguardia". La parte di manovra che inciderà effettivamente sull'economia reale si otterrebbe escludendo i 23,1 miliardi necessari ad annullare la clausola di salvaguardia. In questo caso il deficit tendenziale sarebbe il 2,7% del Pil e, per portarlo all'obiettivo del 2,2% serve una manovra netta restrittiva per 0,5 punti di Pil, circa 8 miliardi di euro.
"Registro un forte grado di convergenza tra la Nadef e il rapporto" presentato oggi dal Centro studi di Confindustria "sia nell'individuazione dei fattori negativi e positivi che condizionano il quadro macroeconomico, sia nella definizione del menù dei possibili interventi necessari a rilanciare la crescita del Paese", ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, aggiungendo che "tenendo conto di questa forte convergenza analitica noto che dal punto di vista dei numeri di base il rapporto presenta alcuni elementi datati perche' si basa su scenari pre-Nadef".