Bilancio sociale per gli enti del terzo settore

di di Fabrizio G. Poggiani 13/08/2019 06:37

Bilancio sociale per gli enti del terzo settore

Bilancio sociale per gli enti del terzo settore articolato e complesso. Il documento, infatti, deve contenere tutte le informazioni non rilevabili da altri documenti ufficiali, per la migliore comprensione della situazione e dell'andamento dell'ente. In aggiunta, trasparenza, comparabilità, chiarezza e veridicità sono solo alcuni dei numerosi principi redazionali richiesti.

L'art. 14 del dlgs 117/2017, rubricato «Bilancio sociale» (e l'art. 9, del dlgs 112/2017 per le imprese sociali) nel recepire le indicazioni contenute nella legge delega, e con la finalità di far convergere gli obiettivi della maggior parte degli esperti e degli operatori del Terzo settore, ha sancito una vera e propria ufficialità al ruolo rivestito dall'informativa sociale, imponendo l'obbligo di redazione del bilancio sociale per gli enti del comparto con ricavi, rendite, proventi o entrate, comunque denominate, superiori a 1 milione di euro; detti enti devono, in particolare, rispettare la duplice previsione di depositare il bilancio sociale presso il Registro unico del terzo settore (Runts) e pubblicarlo altresì nel proprio sito internet. Nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dello scorso 9 agosto è stato pubblicato il decreto 4/07/2019 del ministero del lavoro e delle politiche sociali avente a oggetto le «Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del terzo settore» con l'obiettivo di omogenizzare e di mettere a disposizione, di associati, lavoratori e terzi, elementi informativi non rilevabili dai documenti di bilancio ordinario, sull'operato dell'ente e dell'organo amministrativo. La redazione del documento, sulla base dell'attività svolta e della dimensione aziendale, assume caratteristiche di differente complessità anche in considerazione del quadro normativo applicabile, ponendosi l'obiettivo prioritario di veicolare le informazioni aziendali in modo trasparente ed esaustivo a beneficio di ogni potenziale fruitore («stakeholders»), potendosi definire come «strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte da un'organizzazione». Da tali indicazioni (§ 2) si rileva che il documento deve fornire a tutti gli interessati informazioni aggiuntive e un quadro complessivo, dando conto dell'identità e del sistema dei valori di riferimento assunti dall'ente, nonché delle scelte strategiche e degli obiettivi di miglioramento. Posto che in un apposito paragrafo (§ 3) il dicastero indica i soggetti obbligati alla redazione del documento (enti con proventi superiori a 1 milione di euro, centri servizi del volontariato, le imprese sociali, comprese le cooperative sociali, i gruppi di imprese sociali), prevedendo anche la facoltà redazionale per gli enti non obbligati, la parte più importante e attesa concerne i principi redazionali (§ 5), in aggiunta alla indicazione dei contenuti minimi (§ 6) tenendo conto che, prima dell'emanazione del decreto in commento, le linee guida utilizzate per la redazione del bilancio sociale prendevano spunto esclusivamente dal lavoro messo a punto dal gruppo di studio per il bilancio sociale (www.gruppobilanciosociale.org) che, originariamente nel 2001 («Standard GBS 2001 - Principi di redazione del bilancio sociale») e in una versione rivista e integrata nel 2013 («Standard GBS 2013 - Principi di redazione del bilancio sociale»), aveva sviluppato un quadro organico di riferimento. Sul punto, si dispone che nel bilancio devono essere riportate solo le indicazioni rilevanti per la comprensione della situazione e dell'andamento dell'ente, quelle necessarie per la valutazione dei risultati sociali, quelle utili a rilevare e classificare i dati, tenendo conto del periodo annuale (competenza), della necessaria imparzialità (neutralità), della comparabilità, della chiarezza, mediante un'esposizione chiara e comprensibile, nonché dei criteri di veridicità e verificabilità, attendibilità e autonomia delle terze parti ove quest'ultime diano il proprio contributo alla redazione su determinati aspetti specifici.

Numerose le informazioni richieste per la redazione (§ 6) da inserire in modo organico nel documento di bilancio, dovendo indicare la metodologia adottata per la redazione, le informazioni generali dell'ente e della struttura, del governo e dell'amministrazione, le persone che operano per l'ente, gli obiettivi e le attività, la situazione economico-finanziaria, nonché ulteriori informazioni.

Nel dettaglio, soprattutto con riguardo proprio alle ulteriori informazioni, si richiede l'indicazione su contenzioni e/o controversie, informazioni di tipo ambientale e sulla parità di genere, sul rispetto dei diritti umani, sulla lotta alla corruzione, nonché informazioni sulle riunioni degli organi e molto altro ancora. Infine, devono essere indicate anche informazioni specifiche, come per le imprese sociali, di cui al dlgs 112/2017, con riferimento, tra le numerose, ai ricavi e all'impiego di lavoratori molto svantaggiati o con disabilità ai sensi dell'articolo 112, comma 2, del dlgs 50/2016, nonché di persone beneficiarie di protezione internazionale.

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