Aumentano i cattivi pagatori (il primo è la P.a.)

di di Simona D'Alessio 09/10/2019 08:17

Aumentano i cattivi pagatori (il primo è la P.a.)

L'economia italiana soffre, perché ha il motore ingolfato, secondo i commercialisti: negli ultimi 12 mesi, infatti, per oltre il 52% è salito il numero di aziende (soprattutto quelle di piccolissime dimensioni) che non hanno rispettato le scadenze fiscali. Ed hanno giocato la carta del «ravvedimento operoso», per mettersi in pari con l'Erario. Al tempo stesso, però, 6 professionisti su 10 hanno testimoniato il ritardo con cui la Pubblica amministrazione (primo «cattivo pagatore») ha saldato le parcelle delle imprese loro clienti che, a loro volta, hanno retribuito oltre il tempo stabilito la propria forza lavoro (fenomeno che, nel Mezzogiorno, ha assunto un «peso» considerevole, stando alle affermazioni del 75,5% degli intermediari). È l'affresco confezionato dal Censis (per conto del Consiglio nazionale dei commercialisti), costruito a partire dalle opinioni di 4 mila esponenti della categoria nel nostro Paese che vi hanno aderito, esprimendo il loro punto di vista sulla base della situazione finanziaria dei propri committenti, distinguendo tra famiglie e realtà produttive e, per quanto riguarda queste ultime, tra le microimprese con bilancio fino a 350 mila euro e altre con un fatturato superiore; presentato ieri mattina, a Roma, alla presenza del numero uno dell'Ordine Massimo Miani, il documento mette in risalto il pessimismo di chi svolge l'attività professionale economico-giuridica, giacché il 62,1% degli interpellati vede lo scenario «molto, o abbastanza negativo», mentre, gettando lo sguardo nel 2020, per il 48,8% il panorama «rimarrà negativo come oggi, per il 38,7% peggiorerà e solo per il 12,5% migliorerà». Come accennato, s'è inceppata sia la «ruota» degli incassi, sia quella dei pagamenti nel tessuto produttivo nazionale: nel 91,3% dei casi, i commercialisti hanno fatto sapere che negli ultimi dodici mesi le aziende clienti hanno subito slittamenti nella riscossione del dovuto. E, secondo il 52,6% dei professionisti, nell'ultimo anno i tempi si son dilatati ulteriormente, al confronto con l'anno passato, mentre per l'87,7% «le imprese, a loro volta, hanno pagato in ritardo i loro fornitori». Pervasi dallo sconforto, perciò, coloro che si son messi in proprio manifestano una «vera e propria voglia di fuga», cui i commercialisti hanno prestato ascolto e dato voce, intervistati dal Censis. Ecco, dunque, il piccolo titolare di società, sognare, in fondo, «la pensione (una qualche quota 100 salvifica) per se stesso». Ed auspicare, per i propri figli, un più «roseo» futuro lavorativo. Non in Italia, ma all'estero.

© Riproduzione riservata