Noleggio di biciclette con ricevuta fiscale

di Franco Ricca 09/10/2019 08:08

Noleggio di biciclette con ricevuta fiscale

Il noleggio di biciclette, anche se gestito in forma automatizzata attraverso una applicazione per smartphone e tablet, non è un servizio elettronico ed è pertanto soggetto al rilascio della certificazione fiscale fino all'entrata in vigore dell'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi. È quanto chiarisce l'Agenzia delle entrate con la risposta a interpello n. 369 pubblicata ieri, 8 ottobre 2019. Il chiarimento, peraltro estensibile a tutte le prestazioni materiali rese con il supporto della tecnologia informatica, era stato sollecitato da una società che intende erogare un servizio di bike sharing, fruibile attraverso una app installata su telefonini o tablet, che, grazie a un Gps all'interno del dispositivo, fornisce all'utente, durante il percorso, altri servizi quali informazioni storiche, culturali e naturalistiche, con addebito automatico del corrispettivo su carta di credito o paypal. Al riguardo, l'agenzia osserva che il servizio di bike sharing non è riconducibile tra le prestazioni rese con mezzi elettronici, elencate nella direttiva Iva e nel regolamento di applicazione n. 282/2011, le quali, se rese a privati consumatori, sono escluse dall'obbligo di certificazione fiscale, ma costituisce una locazione a titolo oneroso di cosa mobile, cui si aggiungono gli ulteriori servizi in modo da costituire un servizio complesso. Di conseguenza, il fornitore di tale servizio ha l'obbligo della certificazione fiscale mediante rilascio di scontrino o ricevuta fiscale fino all'entrata in vigore, nel 2020, dell'obbligo generalizzato di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell'art. 2 del dlgs n. 127/2015. Aggiunge inoltre l'agenzia che l'obbligo di certificazione fiscale – che presuppone l'emissione di documenti materiali quali la ricevuta o lo scontrino fiscale, convertibili in versione immateriale nel rispetto delle disposizioni in materia, in modo da poter essere inviati all'utente per via elettronica – potrebbe essere assolto rilasciando la fattura elettronica (certo più adatta al caso in esame), qualora sia noto il codice fiscale del cliente, indipendentemente da una richiesta del cliente stesso. L'agenzia ricorda poi che dal 2020, nel contesto del nuovo adempimento rappresentato dall'invio telematico dei corrispettivi (c.d. scontrino elettronico), occorrerà utilizzare il documento approvato con dm del 7 dicembre 2016. In particolare, i commercianti al minuto ed i soggetti equiparati, tenuti alla memorizzazione elettronica ed all'invio telematico dei corrispettivi giornalieri, documenteranno le operazioni Iva mediante un documento commerciale, salvo nei casi di emissione della fattura. Tale documento deve essere emesso tramite strumenti tecnologici che garantiscono l'inalterabilità e la sicurezza dei dati e su un idoneo supporto cartaceo oppure, previo accordo con il destinatario, in forma elettronica. Si deve però osservare che, su questo punto, rimangono ancora incertezze, dall'obbligatorietà di tale documento (che oltretutto potrà essere emesso anche mediante l'apposita procedura web da parte dei soggetti che non utilizzeranno il registratore telematico), al momento del rilascio, tenuto conto che la trasmissione dei corrispettivi, fatti salvi i maggiori termini previsti nel primo semestre, dovrà effettuarsi entro 12 giorni.

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