Dalle Dogane controlli sempre più mirati

di di Giulia Provino 10/08/2019 00:14

Dalle Dogane controlli sempre più mirati

Più qualità e meno quantità nei controlli sull'importazione ed esportazione da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Con i nuovi controlli, previsti dal 2016, è migliorata l'analisi dei rischi, incrementando l'efficacia e l'efficienza dell'azione amministrativa, ottenendo maggiori risultati positivi più redditizi. Nell'ultimo triennio, infatti, si è registrata una crescita dei diritti accertati da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm), (da 1,715 miliardi di euro nel 2016 a 2,094 miliardi nel 2018), a fronte di una diminuzione del numero dei controlli (da 1,417 milioni nel 2016 a 1,215 milioni nel 2018). È quanto emerge dai dati riportati nel Libro Blu sull'attività dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nell'ultimo triennio 2016-2018.

Dai dati emerge un costante trend di crescita di importazioni ed esportazioni, sia per numero delle dichiarazioni presentate in dogana, sia per valore accertato. Le importazioni sono aumentate da 5.571.343 nel 2016, per un valore di oltre 157 miliardi di euro, a 6.075.021 nel 2018, per un valore di oltre 187 miliardi. Le esportazioni sono aumentate da 12.276.139 nel 2016, per un valore di oltre 200 miliardi di euro, a 14.210.101, per un valore di oltre 219 miliardi nel 2018.

I tempi di svincolo delle merci nei porti e negli aeroporti sono risultati compresi nell'intervallo ottimale (tra 12 secondi e 5 minuti) per oltre il 95% delle dichiarazioni. Grazie anche all'introduzione del fascicolo elettronico che ha consentito di incrementare il numero delle dichiarazioni sdoganate nella fascia temporale considerata «obiettivo ottimale».

Di notevole rilevanza è il significativo incremento del gettito dell'Iva all'importazione, a fronte di una sostanziale invarianza dei dazi doganali (+870 milioni nel 2018 rispetto al 2017 e +2,585 miliardi rispetto al 2016), sia grazie agli accordi commerciali siglati dall'Ue, sia per effetto delle attività dell'Agenzia di contrasto all'evasione, e in particolare al fenomeno della sottofatturazione e all'utilizzo improprio del plafond.

Con riferimento, invece, alle violazioni sul Made in Italy, si è registrato una diminuzione del valore dell'accecamento (2.601.990 euro nel 2018 rispetto a 2.866.546 euro nel 2017 e 2.818.265 euro nel 2016). Tuttavia, il valore delle sanzioni è aumentato del 59% (99.3498 euro nel 2018 contro i 6.252.603 euro nel 2016).

Approfondendo l'analisi sul totale dei controlli effettuati nel triennio 2016-2018, si evince che, il 21,4% del totale dei controlli effettuati all'importazione tra il 2016-2018 ha riguardato prodotti di «Moda italiana», mentre il 18,2% «Macchine, apparecchi e materiale elettrico». Ciò si deve all'elevato numero delle singole dichiarazioni presentate in queste categorie merceologiche rispetto ad altre. Su un totale di dichiarazioni di quasi 6 milioni per la «Moda Italia» sono stati fatti 344.622 controlli; mentre per «Macchine, apparecchi e materiale elettrico» su quasi 5 mln di dichiarazioni sono stati 292.858 il numero di controlli. Proprio per l'elevato numero di dichiarazioni, una categoria molto sensibile come quella delle armi risulta nelle ultime posizioni, con lo 0,5% del totale dei controlli, anche se quasi il 100% delle importazioni in tale settore viene controllato (su 8.191 dichiarazioni infatti sono stati effettuati 8.165 controlli). Lo stesso vale per i prodotti dell'agroalimentare, che rappresentano il 5,7% del totale dei controlli, pur essendo sottoposto a controllo solo l'11% delle singole dichiarazioni del settore. Minori controlli invece si hanno nel settore farmaceutico (4% dei controlli su 96.301 dichiarazioni) e per i giocattoli (solo il 7% su 558.187 giocattoli dichiarati).

Riguardo le esportazioni, il 32% del totale dei controlli effettuati all'esportazione nel triennio 2016-2018 ha riguardato «Macchine e apparecchi», seguito da «Settore agroalimentare» e «Moda Italia», che occupano rispettivamente il 12% del totale dei controlli effettuati nel triennio, che assieme al settore farmaceutico e ai giocattoli rappresentano il 27% del totale dei controlli. Dall'analisi dei controlli sia all'import che all'export, dunque, si evidenzia che, sebbene per le importazioni si registri un andamento decrescente delle percentuali dei controlli sui singoli, mentre per le esportazioni l'andamento è costante, in entrambi casi vi è stata una riduzione della percentuale delle difformità registrate sui controlli effettuati, a dimostrazione della diminuzione di irregolarità riscontrate negli scambi.

Gli Stati Uniti d'America sono, di gran lunga, il primo Paese per destinazione delle esportazioni con circa 45 miliardi di euro, seguono distanziati la Svizzera (24 mld di euro), la Cina (13.8 mld di euro), Turchia e Russia. Mentre i primi cinque Paesi per provenienza delle importazioni sono Cina, Stati Uniti, Turchia, Russia e Svizzera, per oltre 92 miliardi di euro.

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